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Manovra finanziaria, mancano 5 miliardi: e se venissero da un condono?

Autore: Redazione

La manovra finanziaria corretta e riveduta dal governo non solo non convince, ma neanche quadra. All'appello mancano 5 miliardi di euro e si aprono un'altra volta le ipotesi su dove verranno presi. Un'ipotesi è quella di un condono, ma non uno nuovo, bensí uno del passato. Come? miracoli di contabilità

Stiamo parlando del condono tombale del 2002 (legge 289/2002) voluto da Giulio tremonti, il cosiddetto condono tombale, o dell'iva

L’art. 8 della legge n. 289 del 2002 (legge finanziaria 2003) aveva previsto in favore del contribuente la possibilità di aderire ad una procedura di "integrazione degli imponibili per gli anni pregressi", al fine di sanare eventuali inadempienze del passato di natura fiscale. In parole povere, il condono dell'iva non pagata

Il primo a intervenire sulla questione ieri è stato il presidente della corte dei conti Luigi giampaolino. Ascoltato in senato in occasione di un'audizione proprio sulla manovra economica, ha spiegato che lo stato deve ancora incassare 4,2 miliardi di euro di rate scadute nel 2007 della vecchia sanatoria del 2002

Giampaolino ha addirittura chiesto un intervento straordinario di recupero da parte dell'agenzia delle entrate anche con mezzi coattivi straordinari. In realtà l'operazione non è semplice. A complicare le cose, almeno sul versante dell'iva, è stata la sentenza 247 della corte costituzionale dello scorso mese di luglio che ha raddoppiato i termini di accertamento portandoli da quattro a otto anni

Ma, ricordiamo, il condono iva era stato bocciato nel 2008 dalla corte di giustizia ue, chi ha aderito alla sanatoria è ancora accertabile fino alla fine di quest'anno. Insomma, chi ha pagato le rate del condono può facilmente sostenere in un giudizio di fronte a un giudice tributario che in realtà potrebbe vedersi restituiti anche i soldi versati per le altre rate

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(Milano finanza)