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Riforma della pubblica amministrazione, approvati i decreti attuativi

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Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

La riforma Madia prende corpo, dopo la riunione notturna (iniziata quasi alle 22, finita ben oltre la mezzanotte) del consiglio dei ministri, che ne ha approvato 11 decreti attuativi. Dovranno, ora, passare al vaglio delle competenti commissioni parlamentari. Ma vediamo quali sono le principali novità.

Licenziamenti facili dipendenti pubblici

La norma più attesa, e della quale maggiormente si era parlato da giorni a seguito delle dichiarazioni del presidente del consiglio Matteo Renzi, era quella sui licenziamenti facili per i dipendenti della pubblica amministrazione colti in flagrante comportamento fraudolento. In realtà previsti in un caso specifico: quello della "falsificazione della presenza in servizio". Come i cosiddetti "furbetti del badge", che strisciano e poi abbandonano il posto di lavoro. La nuova norma prevede sospensione di incarico e retribuzione entro 48 ore da quando si viene scoperti.

Tempo licenziamento 

Si assottiglia anche il tempo per il procedimento di licenziamento: da 120 a 30 giorni di tempo massimo. Nella maggior parte dei casi, attualmente, i tempi si dilatano molto di più, perché i procedimenti di espulsione vengono congelati in attesa dell'esito dell'azione penale. Il lavoratore licenziato potrebbe essere costretto, in caso di condanna dalla parte della Corte dei conti, anche a versare un minimo di 6 mesi di stipendio nelle casse dello Stato.

Ce n'è anche per i complici: rischia chi abbia agevolato con la propria condotta il comportamento fraudolento. E per i dirigenti. Con la legislazione vigente, al massimo possono essere sospesi (e non avviene praticamente mai) In futuro potranno essere anche licenziati se non agiranno tempestivamente contro il lavoratore infedele.

Testo unico partecipate

A proposito di dirigenti, il ricco menu del consiglio dei ministri di mercoledì sera prevedeva anche l'esame del testo unico sulle partecipate che, tra l'alro prevede il rinvio a un successivo decreto ministeriale per la fissazione dei nuovi tetti massimi alle retribuzioni dei manager. Esclusi, comunque, premi e buonuscite nel caso si siano ottenuti risultati economici negativi.

Sul numero delle partecipate dovrà cadere la scure, ma chi sarà a farla calare è stato oggetto di discussione e di compromesso tra presidenza del consiglio e ministero dell'Economia. Dovrebbero sparire, entro un anno e mezzo, tutte le aziende non strettamente necessarie che abbiano più amministratori che dipendenti e le imprese con fatturato al di sotto del milione di euro. Se ne calcolano tra le due e le tremila. Per i lavoratori è prevista la procedura di mobilità e liste preferenziali dalle quali dovranno attingere le partecipate sopravvissute ai tagli che intendano assumere.

Ex municipalizzate

Sempre relativamente al testo unico, affidata a un altro decreto ministreriale la disciplina della fuzione tra ex municipalizzate, con la creazione di distretti, di competenza delle Regioni (in assenza di loro intervento la palla passerebbe al governo). Come previsto dalla legge, il corpo forestale sparirà, per essere assorbito dai carabinieri e, per una piccola quota, dai vigili del fuoco, che eridtano il servizio anti-incendio. Passaggio di divisa per 7mila in tutto. Nello stesso decreto è prevista la razionalizzazione delle funzioni di polizia.