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Pensioni: le ipotesi su quattordicesima, Ape, professioni usuranti e no tax area

Autore: Redazione

Tra i temi caldi all’attenzione del governo c’è quello delle pensioni. Mentre si attende l’incontro chiave con i sindacati, le ipotesi allo studio riguardano la quattordicesima, l’Ape, le professioni usuranti e la no tax area. Andiamo a vedere, nel dettaglio, quali interventi l’esecutivo vuole mettere in campo.

Quattordicesima – L’idea è quella di alzare la soglia di reddito massimo per accedere al beneficio. Tra le ipotesi c’è anche quella di aumentare l’importo dell’assegno, ma l’intervento prevalente sembra essere quello che vede l’ampliamento del bacino di chi può accedere al beneficio. Si valuta, dunque, l’estensione a un milione e mezzo di pensionati che prendono un assegno tra 750 e 1.000 euro. Si ricorda che oggi la quattordicesima è riservata a chi non supera i 10mila euro lordi annui. La misura potrebbe costare 600 milioni e viene dunque considerata fattibile.

Ape – Sul fronte Ape (Anticipo pensionistico) si parla della possibilità per coloro che sono nati nei primi anni Cinquanta di andare in pensione fino a tre anni prima, con un assegno un po’ più basso erogato dalle banche tramite Inps. Un prestito protetto da apposita assicurazione da restituire in vent’anni, dal momento in cui si raggiungono i requisiti previsti dalla Fornero. Per evitare che la flessibilità in uscita venga a costare troppo al singolo pensionato, il governo sta valutando un sistema di detrazioni in grado di ridurre la penalizzazione al minimo per chi è in forti condizioni di bisogno, a scalare a mano a mano che il reddito sale. Le categorie di lavoratori interessati sono gli esodati, gli esuberi e i volontari che vogliono smettere di lavorare un po’ prima.

Professioni usuranti – Il governo sta studiando anche se ampliare l’elenco di professioni usuranti, se congelare per loro i calcoli legati all’aspettativa di vita, se abbattere alcuni paletti. Per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare da minorenni, si pensa di assegnare loro un bonus contributivo da 4-6 mesi per ogni anno di lavoro dai 14 ai 18 anni di età (a patto che si sia lavorato almeno uno o due anni pieni in quel periodo). Per agevolare la flessibilità in uscita di alcune categorie di lavoratori più esposte si pensa, inoltre, alla ricongiunzione gratuita.

No tax area – Si valuta un allargamento della no tax area. L’ipotesi è di equiparare la soglia fino alla quale i pensionati non pagano tasse a quella oggi esistente per i lavoratori dipendenti: 8.140 euro. Un’operazione che costerebbe meno di 300 milioni all’anno.