E’ attesa nell’Aula del Senato la votazione del Ddl Del Conte di riforma del lavoro autonomo. Un testo che in 22 articoli estende qualche tutela in più a favore di partite Iva e collaboratori e definisce lo smart working. Vediamo alcune tra le principali novità.
Formazione – Il Ddl sul lavoro autonomo rafforza le deduzioni delle spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale.
Mancati pagamenti dei clienti – Si estendono le tutele, ossia diventano abusive le clausole che concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla consegna al cliente della fattura.
Maternità – Quando arriva un figlio sarà possibile ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare. Non scatta, dunque, l’astensione obbligatoria.
Malattia o infortunio – Su richiesta dell’interessato, si potrà sospendere la prestazione, salvo che venga meno l’interesse del committente.
Accesso più facile agli appalti – I liberi professionisti potranno aggregarsi in “reti, consorzi o forme associate”, anche temporanee, per accedere ai bandi di gara e concorrere così, con meno vincoli, all’assegnazione di incarichi e appalti privati.
Lavoro agile per i subordinati – Si incoraggia il lavoro agile definendolo come un lavoro per obiettivi, grazie all’impiego delle tecnologie digitali, rinviando all’accordo diretto tra datore di lavoro e lavoratore l’individuazione delle modalità specifiche.
Aliquota contributiva per i freelance – Si riduce, a regime, l’aliquota contributiva per i professionisti freelance non iscritti a Casse private al 25% a partire dal 2017, disinnescando così una volta per tutte l’aumento progressivo disposto dalla riforma Fornero.
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