Notizie su mercato immobiliare ed economia

Pensioni, le novità sull’Ape: limite alla richiesta di prestito e niente tredicesima

Autore: Redazione

Ancora novità sull’anticipo pensionistico, ormai noto come Ape. Entro gennaio bisogna varare il Decreto del presidente del consiglio (Dpcm) e nel frattempo il governo continua a lavorare sul provvedimento. Le notizie più recenti dicono che per accedere a partire da maggio 2017 al cosiddetto prestito bancario ponte con un anticipo di un anno non si potrà chiedere un Ape superiore al 95% della pensione mensile certificata dall’Inps, il tetto scenderà al 90% con un’uscita anticipata di 2 anni e all’85% con un anticipo di 3 anni. Ma non solo. L’Ape volontaria sarà erogata per 12 mesi l’anno e non su 13 come avviene per la pensione.

Secondo quanto spiegato dal team del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, la decisione di mettere un limite alla richiesta di prestito e di non prevedere la tredicesima è stata dovuta alla necessità di non far salire troppo la rata da pagare una volta in pensione: “Avremmo voluto tenere più basso il premio assicurativo, ma per farlo avremmo dovuto ridurre la durata del prestito, magari a 10 anni. E a questo punto sarebbe salita troppo la rata di restituzione”.

Secondo i calcoli effettuati, con una pensione mensile netta di 1.286 euro (16.718 annui dato che le rate di pensione sono 13) si potrà ricevere per un anticipo di tre anni fino a 1.093 euro al mese (l’85% della rata mensile). Questa somma, però, sarà per 12 mensilità, il prestito annuo sarà quindi di 13.116 euro (quindi il 78,45% della pensione annua certificata dall’Inps). Su questo prestito si pagherà il 4,7% sulla rata di pensione per ogni anno di anticipo. A fronte di un prestito netto nel triennio di 13.116 euro si restituiscono in 20 anni, con rate di 208 euro per 13 mesi l’anno (considerando i benefici delle detrazioni), 54.080 euro.

Nel frattempo, in Parlamento si sta facendo leva per cercare di allargare il perimetro di riferimento della nuova flessibilità in uscita. La Commissione Lavoro, presieduta dal Cesare Damiano, ha messo nero su bianco e approvato un emendamento alla manovra per far scendere da 36 a 35 anni la soglia di accesso all’Ape sociale per i lavoratori impiegati in attività gravose. La stessa commissione, inoltre, sembra favorevole a un arricchimento dell’elenco dei lavori faticosi ai quali garantire l’Anticipo pensionistico a costo zero.