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Pensione di vecchiaia, a chi spetta

Autore: Redazione

Dal 1° gennaio 2018, con l’innalzamento dei requisiti anagrafici, la pensione di vecchiaia si raggiunge a 66 anni e 7 mesi per tutti, uomini e donne. Vediamo, nel dettaglio, quali sono le condizioni per accedere a tale prestazione pensionistica.

Il sistema retributivo o misto

Come evidenziato da Pensioni Oggi, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti del settore privato o del settore pubblico, nonché gli autonomi che possono vantare contribuzione al 31 dicembre 1995, e che quindi rientrano nel sistema retributivo o misto, possono accedere alla prestazione di vecchiaia dal 1° gennaio 2018 al perfezionamento di 66 anni e 7 mesi.

Il requisito anagrafico - I requisiti anagrafici utili per l’accesso alla pensione di vecchiaia sono oggetto dell’adeguamento alla stima di vita Istat a partire dal 1° gennaio 2013. Il primo aumento è stato di 3 mesi, il secondo aumento (pari ad ulteriori 4 mesi) è scattato il 1° gennaio 2016. Il prossimo adeguamento, previsto dal 1° gennaio 2019, sarà pari a cinque mesi. Successivamente a tale data l’adeguamento avverrà ogni due anni.

La legge di Bilancio per il 2018 ha disposto la dispensa dal prossimo adeguamento alla speranza di vita con riferimento ai lavoratori dipendenti in possesso di almeno 30 anni di contributi che abbiano svolto per almeno sette anni negli ultimi dieci prima del pensionamento le cosiddette 15 mansioni gravose oppure risultino addetti a mansioni usuranti ai sensi del Dlgs 67/2011. La dispensa dall’adeguamento è prevista a condizione che gli interessati non risultino titolari dell’Ape sociale al momento del pensionamento.

Il requisito contributivo - Unitamente al requisito anagrafico è necessario vantare almeno 20 anni di contribuzione. Ai fini del raggiungimento di tale requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato (da lavoro, riscatto, volontaria e figurativa).

Alcuni lavoratori, tuttavia, possono accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi. Con la circolare Inps 16/2013, infatti, è stato chiarito che resta in vigore, anche dopo la Riforma Fornero del 2011, la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi in deroga alla disciplina vigente che, come detto, chiede almeno 20 anni di contribuzione accreditata. Tale possibilità riguarda i cosiddetti “lavoratori quindicenni”. Gli interessati alla deroga devono tuttavia perfezionare il requisito anagrafico previsto dalla legge Fornero.

Il sistema contributivo

I lavoratori per i quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996 possono ottenere la pensione al perfezionamento dei medesimi requisiti anagrafici e contributivi previsti per i lavoratori nel sistema retributivo o misto. Ma, a differenza di costoro, per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia, oltre alla presenza del requisito contributivo di 20 anni e del requisito anagrafico, devono ulteriormente soddisfare il requisito di avere un importo della pensione superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

In caso contrario possono accedere al trattamento di vecchiaia al compimento di 70 anni di età con almeno 5 anni di contribuzione “effettiva” (cioè obbligatoria, volontaria e da riscatto) - con esclusione della contribuzione accreditata figurativamente a qualsiasi titolo - a prescindere dall’importo della pensione.