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Pensioni, 67 anni di anzianità fino al 2022

Autore: Redazione

A partire dal 2019 gli anni necessari per poter accedere alla pensione di vecchiaia saranno 67, dopodiché i requisiti per la pensione rimarranno fermi fino al 2022. Questo significa che, dopo lo scatto del prossimo gennaio, non ci sarà un nuovo adeguamento per il 2021.

Come sottolineato dal Messaggero, poi negli anni seguenti ci sarà un’accelerazione del meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita con tappa a 68 anni (sempre per la pensione di vecchiaia) già dal 2029 e crescita fino ai 70 anni e 8 mesi nel 2065.

Secondo quanto previsto al momento, a partire dal 2019 saranno necessari 5 mesi in più per andare in pensione, quindi 67 anni. I requisiti per la pensione di vecchiaia poi dovrebbero rimanere fermi almeno fino al 2022.

Oggi per la pensione di vecchiaia gli uomini devono avere 66 anni e 7 mesi, minimo previsto anche per le lavoratrici del settore pubblico, mentre per le dipendenti del privato sono sufficienti 65 anni e 7 mesi e per le autonome 66 anni e 1 mese. Sulla Gazzetta Ufficiale del 12 dicembre 2017 è stato pubblicato il decreto del Ragioniere generale dello Stato di concerto con il direttore generale delle politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro che ha ufficializzato il rialzo di cinque mesi in base alle aspettative di vita per andare in pensione. Dal 2019, dunque, si potrà lasciare la propria occupazione a 67 anni.