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Contratto a tempo determinato, ecco tutte le novità

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Gtres
Autore: Redazione

Il contratto a tempo determinato è un tema su cui il Governo non ha ancora raggiunto una disciplina unitaria. Varie sono le ipotesi allo studio per completare la normativa sui contratti a termine: di seguito alcune delle possibili novità in arrivo con il “decreto semplificazioni” in arrivo a dicembre.

Proroghe e rinnovi

La proroga di un contratto a tempo determinato è possibile fini ad un massimo di quattro volte senza modificare la motivazione; se la motivazione viene invece cambiata, si tratta di un rinnovo. In questo caso, tra un contratto e l’altro devono trascorrere dieci giorni se il contratto è inferiore ai sei mesi, e di venti giorni se superiore. L’indicazione della causale è obbligatoria se si superano i dodici mesi di proroga. Se il numero di proroghe dovesse superare le quattro, si avranno gli estremi per trasformare il contratto in un tempo indeterminato, a decorrere dalla data della quinta proroga.

Durata massima

La durata massima dei contratti a tempo determinato senza causale è di 12 mesi, 24 indicando la causale. I contratti collettivi stipulati prima del 14 luglio 2018 che prevedessero durate superiori mantengono la propria naturale scaldenza.

Contributo addizionale

Ad ogni rinnovo del contratto, cresce in modo incrementale il contributo addizionale a carico del datore di lavoro dello 0,5%. Ciò vale anche per gli stagionali, ma con il nuovo decreto nel loro caso si potrebbe fare un’eccezione.

Lo staff leasing

E’ possibile per un lavoratore assunto a tempo indeterminato essere inviato in missione presso un altro utilizzatore senza causale o limiti di durata, nel solo rispetto della quota stabilita nel 30% dell’organico stabile.

Durata massima in caso di somministrazione

Il limite massimo di durata di 24 mesi va calcolato sommando i periodi in regime di contratto a termine presso lo stesso datore di lavoro o somministrazione presso uno stesso utilizzatore. Dopo tale termine non è più possibile ricorrere alla somministrazione con uno stesso lavoratore e per mansioni di pari livello e categoria.

Cambio di datore di lavoro

Se i periodi di somministrazione avvengono presso datori di lavoro diversi, questi non si sommano per il calcolo del limite temporale oltre cui specificare la causale.

Limite di utilizzo di lavoratori a tempo determinato

Il decreto dignità stabilisce che i lavoratori a termine o somministrati non possano complessivamente superare il 30% del totale dei lavoratori a tempo indeterminato assunti al 1 gennaio dell’anno in questione. Se fossero presenti lavoratori in eccedenza assunti prima del 12 agosto 2018, potranno svolgere il loro lavoro fino alla scadenza ma non potranno più esservi nuove assunzioni finchè il datore di lavoro non rientri nei limiti di legge.

Lavoro stagionale

Le condizioni di cui sopra non si applicano al lavoro stagionale, ma occorre che sia inquadrato in un contratto collettivo o che rientri tra le prestazioni individuate dal Dpr 1525 del 1963.