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Mutui, concorrenza di mercato e procedura di infrazione Ue contro l’Italia: cosa ne pensano gli operatori

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Autore: floriana liuni

La direttiva europea sul credito ipotecario impone l’apertura del mercato agli intermediari del credito anche esteri. Ma l’Italia non è in regola: ed ecco che la Commissione Europea avvia contro il nostro Paese una procedura di infrazione, per chiedere di recepire integralmente la direttiva e aprire ulteriormente il mercato. Ecco cosa pensano gli operatori di quanto accaduto

"L’indicazione che la Commissione Europea ha rivolto all’Italia di promuovere una maggior concorrenza all’interno del mercato dei mutui, è condizione positiva e stimolante per lo sviluppo del settore e per una maggiore tutela dei consumatori, - spiega Ivano Cresto, Managing Director Financial Products di Facile.it. - La concorrenza comporta sempre alcuni vantaggi concreti per i clienti, primo fra tutti la garanzia di una maggior offerta e quindi una maggiore possibilità di scelta".

“La notizia mi sembra piuttosto in antitesi con quello che il mercato ha dimostrato nel 2020 e anche in questo primo scorcio di 2021, - commenta Stefano Grassi, presidente di Affida. - Se l'ammonizione della UE ha come scopo quello di generare maggior concorrenza sul mercato dei mutui e di conseguenza migliori opportunità di prezzo per i consumatori, francamente fatico a individuare una situazione migliorativa rispetto alla attuale. I fatti dicono che se fino a dieci anni c'era in effetti una decisa differenza tra il tasso medio dei finanziamenti praticati in Italia rispetto a quelli, più bassi, praticati dagli altri paesi europei, negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo allineamento e addirittura, dal 2019 ad oggi, il costo del denaro per comprare casa in Italia, è anche inferiore a quello applicato da alcuni paesi del vecchio continente. Una situazione questa che indubbiamente si è acuita anche per effetto delle politiche espansive che le Banche Centrali hanno messo in per fronteggiare la crisi innescata dalla pandemia, che in un certo senso hanno dato continuità - gioco forza - al QE voluto da Draghi quando era ancora a capo della BCE. Oggi, stando ai dati di Abi, siamo ad un tasso medio del 1,36%. Dunque oggi è estremamente conveniente comprare casa ed è quanto mai conveniente farlo indebitandosi, anche laddove esistano delle riserve di liquidità che - in un momento come questo - è consigliabile conservare. Di contro è vero che negli ultimi 3 mesi l'irs è tornato a salire, ma stiamo sempre parlando di tassi fissi estremamente bassi e un rischio inflazione, di cui si inizia a sentir parlare, è ancora là da venire”.