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Immuni, come funziona l’app per contenere i contagi da covid

L'app è gia disponibile per iOS e Android

immuni.italia.it
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Autore: Redazione

Nelle prime 24 ore dal suo rilascio è stata scaricata da mezzo milione di persone. Immuni, l’app creata per il tracciamento dei contagi da covid è già disponibile in download sia per Android che per iOS. Vediamo come funziona e come scaricarla.

È stato già predisposto un numero verde (800912491) e un sito (https://www.immuni.italia.it/) per chiarire qualsiasi dubbio. Come detto si può già scaricare per qualsiasi sistema operativo sullo smartphone, tuttavia è possibile che per installarla si debba eseguire un aggiornamento  (iOs 13.5 per gli iPhone, almeno la versione 6 con Google Play Services aggiornati alla versione 20.18.13per Android).

A breve, l’app Immuni sbarcherà anche su AppGallery per i dispositivi Huawei sprovvisti di Google Play, che al momento restano tagliati fuori. Una volta scaricata, e completata l’installazione, il gioco è fatto. Bisogna dichiarare di avere almeno 14 anni, la Regione e la Provincia del domicilio.

Una volta ultimata questa procedura, ogni volta che avremo con noi lo smartphone, Immuni registrerà automaticamente gli incontri con le altre persone in possesso della stessa app tramite bluetooth.

Quindi, nel caso in cui un utente risulti positivo potrà fornire agli operatori sanitari il proprio codice alfanumerico di 10 cifre, così facendo il server centrale sarà in grado di generare la lista di codici che corrispondono agli incontri effettuati dall’utente risultato positivo.

Verranno contattati tutti gli utenti in possesso di Immuni che hanno incontrato (a meno di 2 metri di distanza per almeno 15 minuti) il caso positivo negli ultimi 14 giorni. Una notifica inviterà a effettuare un controllo sanitario.

Le prime regioni ad adottare Immuni a pieno regime, già da lunedì 8 giugno, saranno Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia. Dalla settimana successiva si dovrebbe adeguare anche tutto il resto d’Italia. Via libera anche dal Garante per la privacy, che però chiede trasparenza sul trattamento dei dati a fini statistico-epidemiologici e chiarezza sul fatto che le notifiche potrebbero non corrispondere a un rischio effettivo e sulla conservazione degli indirizzi Ip degli smartphone.