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"Ecco perché in Italia il settore immobiliare è ancora un passo indietro rispetto al resto d'Europa"

Autori: @Annastella Palasciano, luis manzano

Il mercato immobiliare europeo ha attraversato nel 2016 un periodo di crescita che fa ben sperare per l'anno in corso: il mattone resterà attrattivo e si prevede un aumento dell'attività nella maggior parte dei Paesi. Unica nota stonata è proprio l'Italia, dove la debolezza economica e l'instabilità politica, oltre all'incapacità di sfruttare a pieno le congiunture favorevoli offerte dal Qe, dai tassi di interesse ai minimi o dal basso prezzo del petrolio, hanno dato vita a un settore dove la ripresa non è completa, né stabile.

"Nel 2016 i mercati immobiliari europei - ha affermato Paola Gianassi, vicepresidente di Scenari Immobiliari, ospite di Immonext 2017 -hanno confermato un andamento decisamente più brillante dell’economia. Il fatturato immobiliare è aumentato ovunque, fatta eccezione per il Regno Unito, che ha risentito del brusco rallentamento dell’attività nel periodo post-Brexit"

Buone prospettive anche per l'anno in corso perché "l’immobiliare resterà attrattivo e si prevede un aumento dell’attività nella maggior parte dei Paesi". In Italia il mercato immobiliare e l'economia hanno un ritmo molto più lento rispetto alle altre nazioni europee. "Qualche segnale di ripresa è presente anche in Italia, ma non è sufficiente a garantire una vera fase di stabilita".

"Il nostro Paese è stato incapace di sfruttare appieno le condizioni favorevoli dettate dai bassi tassi di interesse, il qe o il prezzo del petrolio. Senza contare che esiste un problema forte di crediti deteriorati - circa il 16% dei mutui - el'incertezza fiscale allontana gli investitori. "Tutti i Paesi hanno affrontato la crisi con misure a favore del settore immobiliare, ma l'Italia non ha promulgato leggi che potessero favorire il settore locativo, spingendo i proprietari a mettere a reddito".