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I permessi e i passaggi necessari per costruire una casa prefabbricata

Michal Jarmoluk da Pixabay
Michal Jarmoluk da Pixabay
Autore: Redazione

L’interesse per le case prefabbricate è in costante aumento, tuttavia persistono ancora alcuni falsi miti da sfatare, non soltanto sulle caratteristiche di questo tipo di edilizia ma anche sull’iter burocratico per edificarle. Scopriamo quali permessi servono per costruirle.

Le case prefabbricate, spesso, rappresentano un risparmio considerevole in termini di costi e, soprattutto, per quanto riguarda i tempi di costruzione. Erroneamente, però, molti pensano che l’iter burocratico necessario per ottenere i permessi di costruire possa saltare alcuni passaggi.

I passaggi necessari per costruire una casa prefabbricata non si discostano troppo (anzi, quasi per niente) da quelli previsti per l’edilizia tradizionale. Come per qualsiasi altro tipo di fabbricato, infatti, se il terreno non è edificabile non si può costruire. Anche per le case prefabbricate, inoltre, è sempre previsto l’obbligo di non costruire su terreni agricoli o soggetti a vincolo paesaggistico.

Tra i primi passi da compiere c’è l’indagine geologica da svolgere sul terreno dove dovrà sorgere la casa prefabbricata, proprio per ottenere dati sulla morfologia e sulla tipologia del terreno, e sull’eventuale presenza di faglie e di corsi d’acqua. Dopo aver analizzato questi dati, risulterà più facile individuare la soluzione costruttiva adatta, calcolando al dettaglio il progetto della casa.

È necessario richiedere anche il parere preventivo della Soprintendenza ai Beni Ambientali. A seconda dei regolamenti comunali, potrebbe essere sufficiente la presentazione della DIA (dichiarazione di inizio attività). Le case prefabbricate, che garantiscono una maggiore efficienza energetica, hanno più probabilità di ottenere i permessi e le autorizzazioni necessarie per costruire.

Al termine della relazione geologica bisogna depositare il progetto al genio civile nel Comune di pertinenza. Le norme della zona e le direttive di sicurezza sui cantieri vanno rispettate in base al Testo Unico 81/08. É necessario ottenere la concessione edilizia (DIA o permesso di costruire), comunicando all’Amministrazione l’Inizio e la Fine dei lavori di costruzione.

Tuttavia, il permesso e l’autorizzazione di costruzione deve essere concesso dal Comune. Il processo non ha dei tempi prestabiliti e quindi varia da Comune a Comune ed è proprio questo l’aspetto che rischia di incidere di più sui tempi di consegna di una casa prefabbricata che, generalmente, dal momento in cui si hanno tutti i permessi impiega 6 mesi per essere consegnata.

Come accade con le case realizzate in edilizia tradizionale, anche le case prefabbricate non possono essere edificate su un terreno agricolo. Mentre per quanto riguarda le zone sismiche, l’opzione prefabbricata risulta particolarmente indicata per caratteristiche, ma è necessario presentare una relazione di verifica sismica dell'intero edificio oltre a valutare e studiare i regolamenti comunali.

Il progetto dell’abitazione e la concessione edilizia sono imprescindibili per richiedere l’allaccio alla rete elettrica. Mentre per posare una casa prefabbricata in zone demaniali, oltre al progetto dell'abitazione e concessione edilizia bisogna ottenere anche un’autorizzazione da richiedere alla capitaneria di porto della zona di pertinenza.