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“Spazi solari”, un cohousing ecosostenibile a Roma per aiutare ragazzi autistici

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Autore: Redazione

È stata posata la prima pietra di “Spazi Solari”, un progetto di cohousing sostenibile, oltre che etico e solidale, nei pressi del Parco degli Acquedotti a Roma. Scopriamo di cosa si tratta.

L’area su cui sorgerà la struttura è quella tra via Acilio Glabrione 7 e via Campo Barbarico, tra il quartiere del Quadraro e il Parco dell’Appia Antica. Come spiegano i responsabili sul loro sito, il progetto architettonico di “Spazi Solari” prevede la presenza di una serie di elementi e caratteristiche atti a favorire il risparmio energetico e l’ecologia ambientale.

Caratteristiche imprescindibili sono l’indipendenza energetica, l’isolamento termico, una serra bioclimatica, l’ottimizzazione della climatizzazione, l’isolamento acustico, il recupero dell’acqua piovana, l’utilizzo di Solar tube, i sistemi di domotica avanzata. Sono previsti anche spazi per classi di Yoga e Meditazione.

Spazi Solari è un progetto di co-housing etico e solidale, nel quale convivono l’Arte, la Psicologia, la Meditazione e la Fragilità, dove la disabilità è vista come una risorsa in grado di arricchire la comunità e dove le differenze non sono barriere, ma spazi da esplorare, alla scoperta di una nuova armonia e fratellanza nei rapporti.

Le associazioni promotrici del progetto sono “Etica e Autismo” OdV, “Il Filo dalla Torre”, “Dhyana” Aps, “Accademia Peac” Aps, “Massenzio Arte”. L’investimento per la struttura è di 1.700.000 euro, completamente sostenuto dai promotori e da privati cittadini, senza alcun contributo pubblico.

Una volta completata, la struttura (che può vantare quasi mille metri quadri di giardino) si estenderà in altezza su tre piani. Particolare attenzione verrà riservata ai materiali e alle tecniche di costruzione, tutte all’avanguardia per il rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema.

Il b&b Autistic friendly, costruito anche in ottica ricettiva per il Giubileo 2025, sarà il primo in Italia a essere gestito da ragazzi autistici (che vivranno anche nella stessa struttura) per innescare un circolo virtuoso di risorse lavorative in grado di produrre economia sperimentando sul campo le proprie competenze e mettendosi alla prova.

Come spiegato, verranno coinvolti in prima persona 7 ragazzi dai 19 ai 35 anni, che andranno a vivere nelle due case famiglia. L’obiettivo è quello di aprire i battenti già tra un anno e partire con le attività.