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Salgono i prezzi delle case nel mondo, il picco è vicino?

I dati e le previsioni del Knight Frank Global House Price Index

Uğurgüler06, CC BY-SA 4.0 / jackol., CC BY 2.0  / Downtown Los Angeles, CC BY-SA 4.0
Uğurgüler06, CC BY-SA 4.0 / jackol., CC BY 2.0 / Downtown Los Angeles, CC BY-SA 4.0
Autore: Redazione

Continua l’aumento dei prezzi dell’immobiliare residenziale a livello globale. Secondo il Knight Frank Global House Price Index il prezzo delle case nel mondo è aumentato del 9,2% annuo a giugno 2021. Tutti i Paesi tranne due hanno registrato aumenti nei prezzi residenziali. Siamo vicini a un picco? Vediamo quanto rilevato.

Secondo il report, dieci delle economie sviluppate del mondo hanno registrato una crescita media dei prezzi del 12% nei 12 mesi fino a giugno 2021, il doppio di quella osservata nei principali mercati in via di sviluppo (4,7%). La Turchia (29,2%) guida la classifica annuale, ma il suo tasso di crescita sta rallentando. Anche diverse economie chiave tra cui Nuova Zelanda (25,9%), Stati Uniti (18,6%), Australia (16,4%), Canada (16%) e Russia (14,4%) rientrano nella top ten. In totale, 18 mercati hanno registrato una crescita dei prezzi a due cifre, rispetto ai 13 dell'ultimo trimestre e ai sette dell'anno scorso.

Ecco la classifica completa:

Knight Frank
Knight Frank

Anche l’Italia, che si colloca al 47° posto nella classifica, ha visto aumenti nei prezzi immobiliari sia nei 12 mesi (+1,7%), sia nei sei mesi (+1,3%) sia nei tre mesi (+1,1%). Il Portogallo, nella metà superiore della classifica alla posizione numero 20, mostra una crescita dell'8,6%, di poco inferiore alla media totale. La Spagna è invece, insieme all’India, uno dei due soli mercati che hanno visto diminuire i prezzi nell'anno fino a giugno 2021. I due Paesi si collocano rispettivamente alla posizione 55 e 54. È la prima volta dal 2008 che così pochi mercati registrano un calo rispetto al totale considerato.

Nonostante la forte crescita dei prezzi, ci sono però segnali di rallentamento della domanda in alcuni mercati. Negli Stati Uniti, ad esempio, le richieste di mutui sono diminuite e la quota di famiglie che pensano che ora sia un buon momento per acquistare ha toccato il minimo del decennio del 28% a giugno. È probabile che anche la prospettiva di aumenti dei tassi di interesse in mercati come Nuova Zelanda, Stati Uniti e Regno Unito peserà sul sentimento degli acquirenti a medio termine. Ma al contrario, le recenti restrizioni più severe nel sud-est asiatico, in Nuova Zelanda e in Australia potrebbero ancora innescare una rinnovata attività.