Come si salva un paese: i sacrifici ricadono sugli irlandesi

Come si salva un paese: i sacrifici ricadono sugli irlandesi

Gli 85 milioni di euro di aiuti internazionali per evitare la bancarotta, peseranno per molti anni sugli irlandesi. I punti chiave della manovra finanziaria approvata dal governo sono questi: aumenti dell'iva, diminuzione del salario minimo, licenziamento di dipendenti pubblici, riduzione dei sussidi e delle borse di studio. Non vengono invece toccate le tasse alle imprese, che restano tra le più basse d'europa

L'irlanda è stato il miracolo economico dell'europa degli ultimi quindici anni, insieme alla spagna, con cui condivide alcune carattestiche. Con le tasse alle imprese più basse che altrove (12,5%), le grandi multinazionali informatiche e farmaceutiche avevavo fatto a gara per trovare un posto nella "tigre celtica"

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Una percentuale di creazione di posti di lavoro clamorosa aveva accompagnato il boom irlandese, grazie ad aziende come google, siemens, cisco, microsoft. A dublino era normale laurearsi a 23 anni e trovare lavoro in una settimana, ben pagato e con buone prospettive di carriera

L'irlanda, e anche qui il paragone con la spagna funziona, paga innanzitutto un'assurda bolla immobiliare, che ha provocato un indebidamento privato folle e compromesso il sistema bancario, esposto oltre ogni livello di rischio in operazioni immobiliari

Adesso gli irlandesi dovranno accettare grandi sacrifici. L'iva arriverà nel 2014 al 23%, gli studenti dovranno pagare più tasse universitarie, 2.800 milioni di euro in prestazioni sociali saranno tagliati

Non tutti gli economisti sono d'accordo con questi tagli. La scommessa del governo è che l'aggiustamento del deficit,  attualmente arrivato al 32%, senza l'aumento delle tasse alle imprese, riattivi l'economia. Ma alcuni non la pensano così e prevedono un ciclo di recessione che getterà il paese in una cupa depressione

 

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