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La verità sui prezzi dall'ingresso nell'euro: la casa è diventata un macigno (tabella)

foto: dynamosquito (flickr.com cc)
Autore: Redazione

Dal 2002, anno di introduzione della moneta unica, fino al luglio 2012 l'inflazione complessiva è stata del 24,9%, certamente una delle più basse che l'Italia abbia mai conosciuto. Per il sud le cose sono andate un po' peggio, in quanto l'effetto euro si è sentito in modo proporzionalmente più elevato laddove l'economia era meno sviluppata, per un effetto di adeguamento al contesto generale. Non tutti i comparti di spesa hanno avuto però lo stesso andamento. Tra quelli che hanno subito i maggiori aumenti c'è proprio la casa

In questo comparto sono compresi i canoni di affitto e le spese per l'abitazione. Vediamo come in Italia questo capitolo di spesa sia aumentato di quasi il doppio dell'inflazione generale

Assolutamente nella media il comparto alimentare, con un+24,1% in dieci anni. Se i primi mesi con l'euro molti commercianti arrtondarono di colpo, negli anni successivi le cose si sono riequilibrate

La palma d'oro degli aumenti spetta però ai vizi: bevande alcoliche e tabacchi registrano un +63,7%. Abbigliamento e calzature, invece, si può dire che siano diminuiti, in quanto il loro andamento (+19,2%) è stato inferiore all'inflazione complessiva. In termini assoluti e relativi si possono invece registrare i prezzi del settore comunicazioni (-28,6%)

 

 

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(idealista.it/news)