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Dario castiglia, presidente re/max: il mercato immobiliare è in una fase di tiepida ripresa (intervista)

la fase di transizione durerà 18-24 mesi

In questo momento stiamo registrando un'inversione di tendenza nel mercato immobiliare, ma bisogna essere cauti perché si tratta ancora di "una tiepida ripresa". Ad affermarlo è Dario castiglia, presidente e amministratore delegato di re/max, che ha illustrato a idealista news le sue previsioni sull'andamento futuro del settore

Domanda. In quale fase si trova adesso il mercato immobiliare italiano?

Risposta. Siamo sul fondo. Questo vuol dire che ora l'unica strada percorribile è quella della risalita. Negli ultimi mesi del 2013 internamente abbiamo registrato dei segnali positivi. Ciò significa che qualcosa si sta muovendo. Da agosto a dicembre abbiamo avuto cinque mesi con il segno più, non li vedevamo da un anno e mezzo. C'è un'inversione di tendenza. Dobbiamo essere comunque cauti, perché sarà una ripresa tiepida

D. Come mai?

R. Finché la nostra economia non riprenderà a muoversi in un certo senso, finché l'occupazione non inizierà a crescere di nuovo, di fatto mancherà ancora quella fiducia che porterà sia le banche che i consumatori ad aprirsi di nuovo al mercato. Abbiamo bisogno di essere accompagnati dalle banche, perché senza il finanziamento questo mercato non va molto lontano

D. Quali sono le previsioni per il prossimo futuro?

R. Quello che prevediamo è una leggera crescita del mercato, senza particolari esplosioni. Ma si tratta comunque di un fatto significativo, perché venire da mesi/anni di decrescita e vedere qualche segno in più è sicuramente un'ottima cosa

D. Qual è stato l'anno peggiore per il mercato immobiliare?

R. Il 2012, anno in cui abbiamo avuto un crollo delle compravendite del 24%, un crollo verticale. In più a inizio 2012 c'è stata l'introduzione dell'imu che, non tanto all'atto pratico quanto piuttosto a livello psicologico, è stata devastante. Le persone si sono impaurite e hanno smesso di comprare

D. A proposito dell'imposta sulla prima casa, quanto ha inciso secondo lei la confusione che si è verificata con la mini-imu?

R. Sicuramente in parte ha inciso, sebbene questa volta in misura inferiore. Gli italiani hanno ormai capito che qualcosa devono pagare. Mentre nel 2012 c'era paura dell'ignoto, adesso l'ignoto non è poi tanto ignoto. A fare del male è stata la lotta politica relativa alla tassazione sulla casa, un continuo tira e molla che ha dato delle false speranze, mentre di fatto ci sono alcune cose che per quanto non piacciano a noi italiani è già scritto che dovranno avvenire

D. Può spiegare meglio questo punto?

R. Tutto il mondo sta andando in direzione della tassazione sulla casa. Se noi andassimo a vedere la tassazione che c'è per esempio sulle case negli stati uniti o in canada ci spaventeremmo. Lì parliamo dell'1% non del 4 per mille. Per una casa da un milione di euro si paga, minimo, 10mila euro all'anno. Tutto il mondo tassa la casa, perché si è giunti alla conclusione che si tratta di una tassazione equa: primo perché è facile individuare il bene e secondo perché è una tassazione sulla rendita anziché sul lavoro, che invece deve essere agevolato

D. Quanto durerà la fase di transizione per il mattone?

R. Prudenzialmente 18/24 mesi, ottimisticamente 12/18 mesi. Purtroppo l'Italia è un po' il fanalino di coda di questo nuovo ciclo espansivo. Lo vediamo anche dai dati dei valori immobiliari. Siamo indietro insieme alla grecia e alla spagna, che tuttavia secondo me si riprenderà prima del nostro paese perché ha avuto il coraggio di affrontare certe riforme. L'Italia è troppo ingessata, sono necessarie delle riforme strutturali importanti. Il settore ha avuto una crescita significativa grazie all'apertura delle banche, che però non ci sarà se non si verificherà un'apertura dell'economia

D. Quali sono i più importanti ed essenziali cambiamenti che gli agenti immobiliari dovranno affrontare nei prossimi anni?

R. Far fronte alla necessità di investire in maggiore formazione e in tecnologia, saper destreggiarsi tra burocrazia e adempimenti fiscali e dare comunque al cliente una percezione di strutturazione del proprio lavoro. Di fronte a un mercato che in qualche modo si è rimpicciolito, è necessario dare un'immagine professionale, che richiede anche un contorno professionale. L'agente immobiliare da solo non riesce più a farcela e deve per forza allearsi in qualche forma

D. Quanto è importante, a suo giudizio, cambiare il mercato favorendo gli studi associati?

R. L'obiettivo è quello di migliorare il servizio per i clienti. Noi riteniamo che mettendo gli agenti immobiliari nelle condizioni di lavorare meglio - potendo offrire sinergie, collaborazione, strumenti migliori e potendo formarsi - si offre un servizio migliore

D. Il sito web di re/max è tradotto in 32 lingue. Quanto è importante guardare oltreconfine?

R. Molto. C'è un mercato enorme dettato da tanti italiani che sono all'estero e dalla voglia degli italiani stessi di investire oltreconfine. L'anno scorso circa 42mila italiani hanno comprato casa all'estero, stiamo parlando del 10% delle compravendite a livello nazionale. In futuro mi auguro che possa crescere il numero di stranieri che investono in Italia, questo grazie anche a un mercato che diventerà sempre più trasparente

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