Notizie su mercato immobiliare ed economia

Case, canoni di locazione in aumento nel secondo trimestre 2015

Gtres
Gtres
Autore: Redazione

Ancora lieve aumento dei canoni di locazione in Italia nel secondo trimestre del 2015, con un incremento dell’1% del prezzo degli affitti che salgono a una media di 8,5 euro al mese. A livello annuale si registra una variazione positiva pari all’1,6%.

idealista, che ha condotto lo studio su un campione di 64.321 case in affitto presenti sul portale, monitorando l’andamento di 139 comuni italiani, ha rilevato ancora una leggera prevalenza di segni meno a livello regionale (calano i prezzi in 11 regioni su 20). Ampie oscillazioni durante i mesi primaverili a livello provinciale, dove le quotazioni hanno risentito delle fluttuazioni stagionali in vista del periodo estivo. Incrementi nella maggior parte delle città capoluogo, con prezzi più stabili nelle grandi città.

Per Vincenzo De Tommaso dell'ufficio studi idealista “i prezzi degli affitti si mantengono stabili a livello nazionale, anche se l’andamento presenta notevoli differenze nelle varie aree della penisola. La tendenza attende di essere confermata, tuttavia i dati sembrano indicare per i prossimi mesi valori stabili o in progresso nei grandi centri, favoriti dai primi segnali di ripresa dell’occupazione, mentre per gli altri capoluoghi ci sarà ancora instabilità con un andamento incerto dei valori”.

A dispetto del trend nazionale, le regioni in terreno positivo sono meno di quelle che chiudono il trimestre in negativo (9 su 20).

Le performance migliore spetta al Veneto (9%), seguita da Sardegna (4,7%) e Lombardia (3,5%). Dall’altro lato della tavola troviamo Valle d’Aosta (-47%), Calabria (4%) e Friuli Venezia Giulia (-3,5%).

Sul fronte dei prezzi regionali, il Lazio è stabile al top dei rendimenti da locazione con 11,5 euro/m2, seguito da Lombardia (11 euro/m2) e Valle d'Aosta (94 euro/m2). I valori di locazione più bassi d’Italia si trovano nel Molise e in Calabria, solo 4,7 euro al mese.

Province

I prezzi delle locazioni a livello di aree provinciali mostrano un andamento contrastante, con 37 mercati sui 71 per cui si è stati in grado di rilevare il trend, in terreno positivo. Notevoli le fluttuazioni, comprese tra l’incremento del 10% di Forlì-Cesena e il forte ribasso della provincia di Napoli, che sperimenta un crollo dell’11,9%.

Rivoluzione al vertice nel ranking delle province più care, con Milano (13,5 euro/m2) che si conferma in testa, seguita da Venezia (12,8 euro/m2) e Roma (11,2 euro/m2), che scalzano Firenza dal top di una graduatoria chiusa da Caltanissetta, la più economica con una media di 3,8 euro al mese.

Città capoluogo

39 sui 73 centri capoluogo monitorati in questo rapporto hanno incrementato il loro valore dopo gli ultimi 3 mesi. Ma al contrario dei dati provinciali, 3 città su 4 si muovono all’interno di una forbice “fisiologica” di variazioni comprese tra il - 3 e +3 per cento

Valori in altalena ma sostanzialmente stabili nelle grandi città: salgono Bologna (1,3%), poi Napoli, Milano e Roma allo stesso ritmo di crescita dello 0,9%, seguite da Cagliari (0,8%). Scendono Palermo (-3,1%), Firenze (-1,8%), Genova (-1,8%), Torino (-0,5%), Bari (-0,4%) e Venezia (-0,2%).

Nalla graduatoria delle città dove gli affitti sono più salati, Milano (15,1 euro/m2) supera Venezia (15 euro/m2) ed ora è la più cara d’Italia. Nella parte bassa della tavola, il piccolo centro di Lanusei (3,6 euro/m2), in Sardegna è il più economico davanti a Caltanissetta (3,9 euro/m2) e Reggio Calabria (4,2%).