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Legge di bilancio 2019, le novità in arrivo per le detrazioni casa

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Autore: Luigi Dell'Olio (collaboratore di idealista news)

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Per il momento siamo ancora alla fase delle ipotesi, che vanno però assumendo sempre maggiore consistenza. Stretto tra la necessità da una parte di limitare il deficit pubblico (se non proprio secondo i paletti stretti richiesti da Bruxelles, comunque in modo da assicurare il proseguimento del circolo virtuoso avviato negli anni scorsi) e dall’altro dalla ricerca di fonti per finanziare le promesse elettorali (dalla Flat tax al Reddito di cittadinanza, passando per una revisione radicale della Legge Fornero), il Governo sta ragionando sulla possibilità di ridurre le detrazioni e le deduzioni fiscali per il 2019.

Una mossa che dovrà essere decisa a breve, al massimo nel giro di un paio di settimane, per essere inserita nello schema della Legge di Bilancio che andrà poi discussa in sede comunitaria. Con gli interventi nel settore immobiliare che potrebbero essere investiti in pieno dalla nuova tendenza. Quanto basta per affrettarsi, al ritorno dalle vacanze, a considerare l’urgenza di avviare i lavori, in modo da completarli entro la fine di quest’anno. O, quanto meno, di completare buona parte dei versamenti in modo da mettersi al sicuro nel caso di un intervento radicale del legislatore che non dovesse considerare un periodo ponte per i lavori in corso di svolgimento. 

Tagli detrazioni Irpef

In particolare, l’Esecutivo pare orientato a intervenire in due direzioni: disporre una generica riduzione delle detrazioni Irpef attualmente esistenti, eccetto quelle riguardanti le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui (19% di quanto pagato per il finanziamento relativo all’acquisto dell’abitazione principale); valutare caso per caso se rifinanziare i provvedimenti in scadenza a fine anno. In quest’ultima categoria rientrano ad esempio il bonus ristrutturazioni, quello relativo all’acquisto di mobili e l’ecobonus sugli edifici privati.

Detrazioni fiscali ristrutturazioni 2019

Secondo rumors di mercato, sul fronte delle ristrutturazioni si dovrebbe tornare alla detrazione del 36% con un massimale di 48mila euro, abolendo quindi il regime di maggior favore esistente dal 2012, con detrazione al 50% e limite a 96mila euro.  

Più di altri sembra a rischio sopravvivenza il bonus mobili, che consiste in una detrazione Irpef del 50%, con tetto di spesa di 10mila euro, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, recuperabile in dieci anni. Già lo scorso anno lo strumento agevolativo è stato a un passo dall’abolizione e in uno scenario di stretta alla fiscalità agevolata potrebbe essere tra i più colpiti.  

Detrazioni risparmio energetico per il 2019

Quanto al risparmio energetico (detrazione Irpef o Ires dal 50% al 75%, con tetto di spesa variabile in funzione dell'intervento, per la riqualificazione energetica degli immobili di tutte le categorie catastali) è attesa una limatura, ma non l’abolizione relativamente agli interventi riguardanti le singole unità immobiliari. Mentre per i condomìni la misura incentivante scadrà a fine 2021, per cui ancora per tre anni non ci sono tagli in vista. 

In attesa di riorganizzazione è anche il bonus verde, che consiste nella detrazione Irpef del 36%, con tetto di spesa di 5mila, per la sistemazione di aree verdi, recuperabile in dieci anni. La scadenza dell’agevolazione, fissata per la fine di quest’anno, non lo lascia immune da eventuali tagli.  Mentre è prevista fino al 31 dicembre 2019 la detrazione Iva al 50% per l’acquisto di abitazioni di classe energetica A o B da parte di privati, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. 

In merito a eventuali interventi restrittivi sul fronte delle detrazioni per le spese immobiliari è bene ricordare un principio: gli incentivi sono stati prima introdotti e poi rafforzati nel corso degli anni nella convinzione che queste misure avrebbero consentito di contrastare il nero dilagante nel settore. Il rischio che il calo o l’abolizione delle detrazioni possa compromettere il circolo virtuoso avviato è elevato. Se così fosse, alla fine i risparmi per lo stesso Erario risulterebbero limitati.