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Come l’economia collaborativa può cambiare anche l’immobiliare

Economia collaborativa e immobiliare, quali sono opportunità?
Economia collaborativa e immobiliare, quali opportunità?

Una nuova opportunità per il settore immobiliare residenziale può arrivare dall’economia collaborativa, dalla sharing economy. Ma in che modo? Se ne è parlato nel corso del convegno “L’economia collaborativa nel settore immobiliare: un’opportunità per l’Europa?”, in occasione del 45° Congresso dell’Unione internazionale della proprietà immobiliare (Uipi), in cui l’Italia è rappresentata da Confedilizia.

A idealista/news il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha spiegato perché è importante affrontare e approfondire il tema dell’economia collaborativa associata all’immobiliare, illustrando quali sono le opportunità e gli eventuali ostacoli.

Cosa significa affrontare in questo convegno il tema dell’economia collaborativa associata all’immobiliare?

“E’ un tema relativamente nuovo e comunque non tradizionale con riferimento alla proprietà immobiliare, ma ci piace affrontarlo e approfondirlo insieme ai colleghi delle altre organizzazioni della proprietà immobiliare di tutto il mondo e di tutta Europa perché ci sono tanti spunti di interesse specifici: per esempio la condivisione delle case a fini abitativi, della singola stanza come dell’intero appartamento, ma anche l’attenzione ai temi riguardanti la mobilità nelle nostre città. Si tratta di una riflessione più generale su tutto ciò che si muove nell’economia della condivisione, perché a mio avviso le associazioni della proprietà immobiliare devono uscire dalla mera attenzione della tutela, sacrosanta, dei diretti interessi dei proprietari stessi e guardare alla vita nelle città, e non solo, nel suo insieme”.

I proprietari italiani sono pronti?

“Sì, sono pronti. Queste sono tutte forme di economia che nascono non dall’alto, ma dal basso, dai singoli cittadini. E anche in Italia i singoli cittadini stanno utilizzando queste forme diverse: per l’immobiliare sia con la condivisione di una stanza o di un appartamento attraverso l’affitto, sia con l’utilizzo in comune di altri beni e servizi, fino ad arrivare all’home restaurant ad esempio. Si è tutti pronti, quindi, perché si è più facilmente pronti attraverso le grandi piattaforme che fanno arrivare subito le persone a cose che magari un tempo erano più lontane”.

La parola d’ordine è servizi…

Nuove forme di utilizzo della proprietà senza che la proprietà tradizionale venga delegittimata. Ci sono nuove forme di utilizzo dei beni, alle quali ora si avvicinano più facilmente persone che magari prima non potevano a causa delle risorse limitate. L’economia collaborativa, la sharing economy, consente anche di abbassare i costi e favorire l’accesso a beni e servizi da parte di soggetti che un tempo non potevano”.

Questo può dare un’ulteriore spinta al settore?

“Sì, dà una spinta all’economia in generale perché muove tante cose e all’immobiliare la dà senza dubbio perché consente magari di mettere in funzione dei beni immobili che non hanno più mercato. Ci sono tanti beni immobili – e non pensiamo solo alle città, ma anche ai piccoli borghi – che non hanno chi li abita, non hanno chi li vorrebbe abitare in affitto e attraverso per esempio la locazione turistica possono diventare appetibili. E’ quindi tutta l’economia che si muove, perché in quel singolo borgo abbandonato può riaprire l’attività commerciale che aveva chiuso e il proprietario dell’immobile ha anche un’entrata e riesce a pagare le imposte patrimoniali che su quel bene comunque continuano a gravare anche quando non rende nulla.

Non bisogna nascondere che, per esempio nelle grandi città, a volte può nascere qualche problema. Noi come associazione dei proprietari dobbiamo affrontare questi problemi con attenzione. Nel caso di proprietà condominiale ci può essere qualche problema di coabitazione, ma come può esserci anche con chi nel proprio condominio ha il dentista o il parrucchiere o l’agenzia di viaggi. Attraverso gli strumenti che ci dà il diritto civile e senza imposizioni dall’alto bisogna cercare di convivere al meglio”.

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia
Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia

Ad aprire il convegno, Rosalba Castiglione, assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, la quale ha affermato che la spinta verso queste nuove economie deve essere sostenuta.

Rosalba Castiglione, assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale
Rosalba Castiglione, assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale

E’ intervenuto anche Andrea Cioffi, sottosegretario allo Sviluppo economico, che ha detto: “Quando si ragiona su questi temi, si ragiona sul futuro anche per un settore come l’immobiliare. Il mondo sta cambiando in maniera incredibile e profonda. E sta cambiando rapidamente. Questo cambiamento deve essere affrontato e bisogna capire in che modo. Quello di cui si ha bisogno oggi è il servizio. Il governo è molto attento a ciò che succede. Bisogna governare il cambiamento, altrimenti il cambiamento governerà noi”. Cioffi ha quindi sottolineato la necessità di creare strumenti che consentano ai cittadini di beneficiare appieno di questi nuovi modelli di business.

Andrea Cioffi, sottosegretario allo Sviluppo economico
Andrea Cioffi, sottosegretario allo Sviluppo economico