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Donazione immobile al figlio, come funziona la tassazione

Cosa bisogna pagare e chi deve provvedere nel caso di donazione di un immobile a un figlio
Cosa bisogna pagare e chi deve provvedere nel caso di donazione di un immobile al figlio / Gtres
Autore: Redazione

Come funziona la tassazione della donazione di un immobile al figlio? Chi deve pagare le imposte? E cosa è necessario saldare? Andiamo a scoprirlo.

La donazione costituisce una cessione gratuita. Basandosi sulla legge sulle compravendite, le imposte e il notaio sono a carico del donatario. Ma non sempre il donatario può sostenere le spese. In questi casi, si stabilisce che a pagare sia il donante e deve esserci un accordo che deve essere redatto in forma scritta al momento della donazione.

In caso di minori, non è necessario un accordo scritto, in quanto – vista la potestà genitoriale – il pagamento delle imposte spetta ai genitori.

Per un atto di donazione diretta devono essere pagate l’imposta di donazione, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, l’imposta di registro e l’imposta di bollo.

Per l’imposta di donazione la legge prevede che deve essere pari al 4% della rendita catastale dell’immobile se la donazione avviene tra coniugi o parenti in linea retta, ma afferma anche che questa si applichi solo al valore catastale che eccede la franchigia di 1.000.000 di euro. Se poi la persona a cui si dona l’immobile è affetta da un grave handicap, la franchigia per l’esenzione dalla tassa arriva a 1.500.000.

L’imposta ipotecaria e l’imposta catastale sono pari rispettivamente al 2% e al 1% del valore dell’immobile. Se si tratta di prima casa, la tassazione è come quella successoria e il beneficiario dovrà pagare una misura fissa di 200 euro ciascuna.

L’imposta di registro e l’imposta di bollo sono due imposte indirette che servono per registrare un atto presso l’Agenzia delle Entrate e il loro costo è di 200 e di 230 euro.

Al pagamento delle imposte è poi necessario aggiungere il costo del notaio.