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Canone di locazione per studenti fuori sede, a chi spetta la riduzione o la sospensione?

In quali casi si può chiedere una modifica dei contratti d'affitto

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Autore: Redazione

La crisi scatenata dall'emergenza sanitaria legata al coronavirus ha messo in difficoltà molti inquilini che, al secondo mese di lockdown, si trovano in grande difficoltà nel pagare il canone di locazione (scopri la guida completa). Tra i più colpiti ci sono gli studenti fuori sede, vediamo in quali casi si può chiedere riduzione o sospensione dell’affitto.

Per gli studenti fuori sede, come per tutte le altre categorie di inquilini, come è noto non sono state introdotte norme nazionali ad hoc per la riduzione del canone di locazione. Non esiste quindi nessuna legge che affermi un diritto per gli inquilini, o un obbligo per i proprietari, di ridurre la somma dovuta per il pagamento del canone.

La via maestra, quindi, per cercare una riduzione o una sospensione del canone d’affitto (tanto per immobili ad uso commerciale che residenziale) è quella dellaccordo tra le parti (locatore e locatario). In sostanza, quindi, a fronte di una difficoltà oggettiva nell’ottemperare al pagamento della somma stabilita dal contratto, l'unica possibilità è quella di contattare direttamente il proprietario dell'immobile locato per modificare, anche temporaneamente, i termini dell’accordo.

Entrando poi nello specifico dei canoni di locazione degli studenti fuori sede, un comunicato dell’Aduc ha specificato che, pur non essendo previsti sconti per gli studenti fuori sede che abbandonano la casa presa in affitto per tornare in famiglia, gli unici che possono chiedere una riduzione sono coloro che pagavano l'affitto con il loro lavoro e lo hanno perso, o lo ha perso il genitore del quale erano a carico.

Il fatto di lasciare la casa vuota infatti, non ha nessuna rilevanza, dato che il canone è dovuto anche se non si usa l'appartamento (scopri cosa succede in caso di mancato pagamento). Possono invece chiedere la sospensione del pagamento del canone di locazione gli studenti Erasmus richiamati nel loro Paese, dal momento che in questi casi non viene pagata la borsa di studio. Si potrà quindi prevedere il prolungamento della durata del contratto alla riapertura degli Atenei.