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La situazione abitativa europea nella fotografia scattata dai dati Eurostat

Autore: Redazione

Per fotografare la situazione abitativa dell’Europa, idealista/news ha consultato i dati (2019) forniti da Eurostat (l’ufficio studi europeo di statistica). Vediamo cosa è venuto fuori in termini di evoluzioni dei prezzi, peso della casa sul bilancio familiare, tipologia immobiliare preferita e aree scelte per vivere in ogni Paese con l’aiuto di mappe e grafici.

Nel 2019, il 70% della popolazione dell’Unione europea possedeva una casa di proprietà, mentre il restante 30% viveva in una casa in affitto. Tale situazione, quindi, riflette uno scenario su cui ancora non pesava l’ormai famigerato effetto covid. In Italia, la percentuale di proprietari di casa sul totale era addirittura del 72.4%, mentre la percentuali più alte in assoluto si registravano in Romania (95.8%), Ungheria (91.7%), Slovacchia (90.9%) e Lituania (90.3%).

Mentre i Paesi con più inquilini in affitto sono risultati essere Svizzera (58.4%), Germania (48.9%), Austria (44.8%) e Danimarca (39.2%) della popolazione risiede in appartamenti in affitto. La percentuale di affittuari in Italia è sotto la media con il 27.6%.

Andamento dei prezzi delle case

Per quanto riguarda l'evoluzione dei prezzi delle case, c'è stata una tendenza al rialzo a partire dal 2013, con aumenti particolarmente significativi tra il 2015 e il 2019. Complessivamente, c'è stato un aumento del 19% tra il 2010 e il 2019. In 23 Stati membri i prezzi sono aumentati, mentre sono diminuiti solamente in tre (senza contare la Grecia). I balzi più consistenti si sono registrati in Estonia (96%), Ungheria (82%), Lettonia (75%), Lussemburgo e Austria (entrambi con il 65%), mentre le diminuzioni più nette sono state quelle evidenziate in Italia (-17%), Spagna (-7%) e Cipro (-4%).

Spostando la lente di ingrandimento sugli affitti, tra il 2010 e il 2019 c'è stato un aumento dei canoni nell'UE, in media del 13%, sull'intero periodo. Si è registrato un aumento in 25 Stati membri e una diminuzione solo in due. Gli aumenti maggiori si sono verificati in Estonia (156%), Lituania (101%) e Irlanda (63%), mentre diminuzioni sono state osservate in Grecia (-25%) e Cipro (-7%).

Le tipologie più diffuse di abitazioni

Anche la scelta se vivere in una casa indipendente o in un appartamento in un condominio varia da uno Stato membro all'altro e dipende dal fatto che si risieda o meno in una città. Nel 2019 il 53% della popolazione europea viveva in una casa indipendente, una categoria che comprende anche le case bifamiliari, mentre il 46% viveva in un appartamento (solo l'1% viveva in un'altra tipologia di alloggio).

L'Irlanda (92%) ha la percentuale più alta di popolazione che vive in una casa indipendente, seguita da Croazia e Belgio (entrambi con il 77,6%) e Olanda (74,8%). La situazione, in Italia, è abbastanza equilibrata: il 47.2% della popolazione vive in una casa indipendente, mentre  la maggioranza (52.7%) vive in un appartamento all’interno di un condominio.

Il peso dell’housing sul bilancio familiare

Considerando l'aumento dei prezzi delle case e dei canoni d’affitto, i costi destinati all'housing possono essere un peso considerevole per le famiglie europee secondo l’analisi di Eurostat. Nell'UE nel 2019, infatti, l'11,8% della popolazione nelle città ha speso più del 40% del proprio stipendio per i costi legati alla casa, mentre il tasso per le zone rurali era del 7%. Questo onere del costo degli alloggi era più elevato nelle città che nelle zone rurali in tutti gli Stati membri ad eccezione di Bulgaria, Romania, Croazia, Lettonia e Lituania.

Gli sforzi salariali più consistenti per sostenere i costi dell’housing nei centri urbani sono stati registrati in Grecia (40,7%), Danimarca (21,1%) e Germania (16,2%), mentre nelle aree rurali si sono verificati in Bulgaria (18,5%) e Germania (12,4%). L’Italia è in linea quasi perfetta con la media europea.