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Fino a quando sono stati bloccati gli sfratti, le novità e i commenti

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Sfratti bloccati, ma fino a quando? Quali sono le novità? E cosa attendersi? Vediamo qual è la situazione e quali osservazioni sono state sollevate, in particolare, dall’organizzazione dei proprietari di casa, Confedilizia.

Blocco degli sfratti 2021, la proroga

Ancora novità sul blocco degli sfratti 2021. Secondo le ultime notizie, un emendamento alla legge di conversione del decreto Sostegni, approvato lo scorso 4 maggio, ha di fatto prorogato lo stop agli sfratti per morosità o pignoramento dell'immobile, ma solo per i provvedimenti avviati dopo l'inizio della pandemia. Gli sfratti sono dunque bloccati, ma fino a quando?

Per la ripartenza delle procedure esecutive sono stati previsti tre diversi scaglioni, in base a quando sono stati adottati i provvedimenti di rilascio.

Nel dettaglio, il blocco degli sfratti è stato prorogato al 30 settembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020, con la ripresa delle esecuzioni a partire dal 1° ottobre 2021; al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021, con la ripresa delle esecuzioni a partire dal 1° gennaio 2022. Per i provvedimenti di rilascio adottati nel periodo pre-pandemia, invece, il blocco degli sfratti resta al 30 giugno 2021, con la ripresa delle esecuzioni a partire dal 1° luglio 2021.

Blocco degli sfratti 2021, il commento di Confedilizia

idealista/news ha chiesto un commento a Confedilizia, che da sempre ha espresso la sua contrarietà al provvedimento che ha previsto il blocco degli sfratti. Un tema sul quale si sono spesso accessi i riflettori e che ora interessa in particolar modo per capire fino a quando gli sfratti sono stati bloccati.

“In sede di conversione in legge del ‘decreto sostegni’ – ha chiarito il presidente dell’organizzazione dei proprietari di casa, Giorgio Spaziani Testa – è stato approvato un emendamento che interviene ulteriormente sul blocco degli sfratti per morosità. L’emendamento dispone che la sospensione dell’esecuzione sia prorogata: al 30 settembre 2021, per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020; al 31 dicembre 2021, per i provvedimenti di rilascio adottati dall’1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021. Il 30 giugno 2021, di conseguenza, terminerebbe il blocco per i casi rimanenti (e questo è un piccolo passo in avanti).

La posizione di Confedilizia sul tema è nota: consideriamo il blocco degli sfratti, in sé, un abuso, perché priva i proprietari di un diritto sancito da un giudice, quello di tornare in possesso del proprio immobile, spesso dopo anni di mancate entrate, di spese e di tasse. Lo ha spiegato bene la professoressa Ginevra Cerrina Feroni, ordinario di Diritto costituzionale, e lo ha affermato con nettezza il Tribunale di Trieste nel sollevare la questione di legittimità della norma, in una limpida ordinanza nella quale parla di ‘una fattispecie illegittima di esproprio in senso sostanziale senza indennizzo’”.

Come segnalato da Confedilizia, infatti, il Tribunale di Trieste ha sollevato la questione di costituzionalità del blocco sfratti. In particolare, in base a quanto precisato, “secondo l’ordinanza di remissione alla Consulta del giudice Di Paoli Paulovich (proprietà rappresentata dall'avv. Maurizio De Angelis, presidente di Confedilizia Trieste), il blocco delle esecuzioni di rilascio viola ben sei articoli della Costituzione: 3 (eguaglianza dei cittadini avanti la legge), 24 (possibilità per tutti di agire in giudizio), 42 (riconoscimento della proprietà privata), 47 (tutela del risparmio), 77 (emanazione di decreti da parte del Governo) e 117, comma 1 (potestà legislativa)”.

Il presidente di Confedilizia ha quindi sottolineato: “A nostro avviso, quindi, al 30 giugno 2021, dopo ben 16 mesi di disapplicazione dei provvedimenti giudiziari, il blocco dovrebbe cessare per sempre e per tutti e ai proprietari dovrebbe essere riconosciuta una congrua erogazione di denaro a titolo risarcitorio. Tuttavia, l’approvazione di questo emendamento impone di entrare nel merito dello stesso.

Se l’intento era di disporre lo sblocco, per intanto, degli sfratti riguardanti le morosità pre-Covid, come il Governo si era impegnato a fare in Parlamento il 23 febbraio scorso, le osservazioni da fare sono due.

La prima è che, visto che si è deciso di intervenire a due mesi dalla scadenza del 30 giugno, non si vede perché non si sia fissata la fine del blocco, per tali situazioni, in una data antecedente a quella del 30 giugno: ad oggi, siamo già arrivati a 14 mesi e la maggioranza – va ricordato – aveva proposto di sbloccare i vecchi casi il 31 marzo.

La seconda è che, al fine di sbloccare realmente le situazioni precedenti alla pandemia, occorrerebbe modificare il testo della norma, spostando in avanti la data del 28 febbraio 2020 ovvero prendendo a riferimento la fase di avvio del procedimento, posto che il provvedimento di rilascio giunge al termine di un iter giudiziario che dura diversi mesi e considerato che tale iter non viene certo iniziato dal locatore al primo mancato pagamento.

Di conseguenza, ad essere coinvolte nella proroga appena disposta sono anche morosità che nulla hanno a che vedere con la pandemia, in tal modo prolungandosi l’agonia di tutte quelle famiglie di piccoli risparmiatori che stanno attendendo con ansia di rientrare in possesso del loro immobile e di ritrarne un reddito (spesso indispensabile alla sopravvivenza) o di andarci a vivere dopo averlo acquistato e avere magari acceso un mutuo”.

E ha concluso: “Il Governo ha a disposizione il prossimo ‘decreto sostegni’ per dare seguito all’impegno che ha assunto in Parlamento tre mesi fa. Corregga la norma e la tensione diminuirà”.

Blocco degli sfratti 2021, le novità commentate dal sindacato degli inquilini

A commentare le ultime notizie relative al blocco degli sfratti 2021 anche Unioni Inquilini, che tramite una nota ha diffuso una dichiarazione del segretario nazionale Walter De Cesaris, il quale ha affermato: “Una bomba a orologeria sta per scoppiare nelle viscere delle città, già dilaniate da una crisi profonda della coesione sociale e da un acuto incremento della povertà. Sono 15 mesi, dall’inizio dell’emergenza sanitaria e dalla conseguente e necessaria sospensione delle esecuzioni degli sfratti che chiediamo a governo, regioni e comuni di mettere in campo le azioni necessarie per impedire che la ripresa degli sfratti si trasformi in un massacro sociale e al contempo si affrontino i nodi di fondo della sofferenza abitativa strutturale”. De Cesaris ha quindi sottolineato: “Diluire in tre tappe la ripresa degli sfratti, nel corso del secondo semestre del 2021, non è sufficiente e non basta a impedire l’esplodere della bomba sociale nelle città”. E ha aggiunto: “Serve un vero piano casa, senza consumo di suolo e con la priorità del recupero e riuso del patrimonio pubblico inutilizzato, che affronti il nodo strutturale della crisi abitativa del Paese”.