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Rapporto immobiliare 2021: cos'è successo al mercato delle locazioni

pixabay
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Autore: Redazione

Il Rapporto immobiliare residenziale 2021, elaborato dall'Osservatorio dell'Agenzia delle Entrate in collaborazione con ABI, ha fotografato anche l'andamento del mercato delle locazioni relativo al 2020.

Nel 2020 il numero di nuovi contratti di locazione trasmessi telematicamente o presentati allo sportello per la registrazione è stato di poco superiore a 1,5 milioni, il 12% circa in meno rispetto al 2019. Tali contratti hanno interessato quasi 1,9 milioni di immobili. Limitando l'analisi ai soli immobili locati per intero, si osserva che le unità ad uso abitativo oggetto di nuovo contratto di locazione sono state oltre l’80% del totale, quasi 1,3 milioni, in calo dell’8,8% rispetto al dato del 2019. Poco meno di 300.000 risultano gli immobili locati per uso non abitativo, ancora più colpiti dallo shock determinato dalla crisi sanitaria, oltre il 20% in meno del 2019.

Agenzia delle Entrate
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Complessivamente le abitazioni locate nel 2020 ammontano al 5,5% dello stock potenzialmente disponibile, cui corrispondono 4,8 miliardi di euro di canone annuo complessivo, per oltre 72 milioni di metri quadrati di superficie residenziale presa in affitto. La superficie media dell’abitazione locata si colloca intorno agli 85 metri quadrati con un canone annuo medio per unità di superficie pari a poco più di 66 €/m2 . Gli immobili locati sono complessivamente diminuiti di circa il 10% anche se, nel dettaglio dei singoli segmenti, le variazioni si presentano molto diversificate.

In particolare, i contratti ordinari di lungo periodo, che pesano per oltre il 50% sul totale del mercato, sia in termini di volumi coinvolti sia di canone generato, hanno sofferto il calo maggiore: -16,7%. Più contenuta è stata la perdita nell’ambito dei contratti di durata inferiore ai tre anni: -10,7% per quelli ordinari, -6,6% per quelli destinati agli studenti. Il segmento dei contratti agevolati concordati ha invece registrato un incremento significativo: +8,2% nel numero di abitazioni locate, +5,7% nell’ammontare dei canoni percepiti. Questo risultato si inserisce nel quadro di una tendenza in atto già da alcuni anni e che ha portato i contratti a canone concordato ad acquisire una quota di mercato sempre più rilevante.

Il canone medio annuo per unità di superficie, fermo restando la sua valenza puramente indicativa (si veda nota 19) si conferma più elevato nei contratti di locazione agevolati per studenti22 (76,1 €/m2 ) e più basso nei contratti ordinari di lungo periodo (63,7 €/m2 ). Al fine di rendere confrontabili i diversi segmenti di mercato della locazione prima descritti, sono stati elaborati i dati dei contratti di locazione ordinari (transitori e di lungo periodo) con riferimento ai soli comuni ad alta tensione abitativa, dove sono di norma ubicati23 gli immobili ai quali sono riferiti i contratti agevolati (per studenti o a canone concordato). Si tratta di 737 comuni, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia, nei quali si concentra oltre il 50% della popolazione italiana.

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