Nella splendida cornice di Piazza San Marco a Venezia, sotto i portici delle Procuratie Nuove, sorge il Caffé Florian, una caffetteria storica che vanta il primato di essere la più antica "bottega del caffé" (dal nome che avevano questi locali nel Settecento) al mondo. Fondato nel lontano 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi, nei suoi oltre tre secoli di storia ha ospitato personaggi illustri come Gabriele D'Annunzio e Eleonora Duse, ma anche Charlie Chaplin, Andy Warhol o Clint Eastwood. idealista/news ha visitato le sue stanze arricchite da affreschi e opere d'arte (proprio qui è nata la Biennale di Arti Visive) e ne ha percorso la storia con la sapiente guida di Stefano Stipitivich, direttore artistico del Caffè Florian.
La più famosa "bottega del caffè" dal 1720
"Il Caffè Florian è la caffetteria più antica del mondo - ci spiega Stipitivich- un luogo dove non solo si sorseggia il caffè, ma si fa anche arte contemporanea. Prima del caffè Florian fu aperto il Procope a Parigi, ma attualmente è solo un bistrot e della caffetteria originale aperta alla fine del '600 non è rimasto nulla"
"Quando Floriano Francesconi lo apre nel 1720 è solo una delle tante "botteghe da caffè" di Venezia, perché il caffè, arrivato dall'Oriente, aveva avuto un successo enorme ed era diventato la bevanda degli illuministi. Ma ben presto diventò la più rinomata soprattutto durante il Carnevale, che nel '700 a Venezia era un business incredibile. Personaggi illustri arrivavano da tutto il mondo perché nascosti dietro a una maschera avevano la possibilità di "trasgredire" senza essere riconosciuti.
La storia del Caffè Florian: la trasformazione a metà '800
La struttura originale del Caffè Florian era molto semplice, con due stanzette molto belle, "non aveva neanche le porte perché rimaneva aperto giorno e notte, luogo di ritrovo degli intelluttuali e degli artisti dell'epoca". Poi a metà dell'800 i nuovi proprietari "chiamano Ludovico Cadorin che era uno degli architetti più famosi dell'epoca" che lo trasforma completamente, dandogli l'aspetto che ha oggi. "Ogni stanza ha un nome: questa dove ci troviamo è la sala del Senato, ma c'è anche la Sala degli uomini illustri, la Sala cinese, la Sala Orientale, la Sala delel Stagioni e una piccola saletta Liberty che è quella più recente, perché è degli anni 20. Tutto il resto risale ai tempi di Ludovico Cadorin".
"Ogni sala è affrescata con dipinti che hanno un significato speciale. Questa in cui ci troviamo ad asempio ha dei riferimenti massonici. Basti pensare che quando venivano Valery Giscard e Jacques Chiarac volevano sederci proprio in questa stanza, sotto l'angelo del progresso".
"Non c'è un personaggio famoso di passaggio per Venezia che non sia venuto al Florian. D'Annunzio si trovava qui con Eleonora Duse. L'ultimo dei tanti, in ordine di tempo, è stato Clint Eastwood che è venuto a bere, non un caffé, ma una birra, durante le riprese di un suo film. Ma qui è venuto anche Andy Warhol che ci ha lasciato la sua Campbell nel libro firma che abbiamo e che raccoglie tutte le firme dei personaggi illustri che hanno visitato il Florian".
Luogo di arte contemporanea dove è nata la Biennale di Venezia
Il Caffè Florian non è solo un luogo di ristorazione, ma anche di arte. Proprio qui è nata la Biennale di Arti Visive di Venezia. "A fine '800 Riccardo Selvatico che allora era sindaco di Venezia con un cenacolo di artisti decise di fare la prima esposizione internazionale della città proprio seduto in queste sale".
"Noi in contemporanea con la Biennale di Architettura facciamo delle installazioni di arte proprio nelle sale del Florian. Abbiamo avuto, tra gli altri, Gaetano Pesce, Fabrizio Plessi, Mimmo Rotella, a cui abbiamo chiesto, non di portare delle opere, ma di 'rinterpretare' lo spazio del Florian'. Un'artista cinese, ad esempio, nella Sala Cinese ha rinterpreato lo spazio creando degli specchi che occupavano tutto lo spazio. Abbiamo moltissimi artisti e molte di queste opere le prestiamo a vari musei".
Il personale del Florian, dai musicisti ai camerieri
Davanti all'entrata del Florian, durante i mesi estivi, dei musicisti allietano la pausa dei clienti della caffetteria e dei turisti veneziani che passeggiano per Piazza San Marco. "Ci sono due orchestrine che si alternano mattina, pomeriggio e sera. Sono professori d'orchestra, la maggior parte dei quali proviene dall'Europa dell'Est".
Oggetto di una accurata selezione sono anche i camerieri del Florian, tutti elegantissimi e in frac durante il servizio serale. "Il servizio al Florian viene fatto 'a vassoio', perché ci teniamo molto al fatto che ci sia un occhio di riguardo a come le cose vengano servite. Considerando che i prezzi non sono 'popolari' (un caffè al Florian può costare all'incirca 15 euro, ndr), dobbiamo adeguarci e garantire il massimo della qualità".
Una clientela internazionale
La maggior parte dei clienti del Florian è costituita da stranieri, anche se "c'è uno zoccolo duro di veneziani che ancora resiste, anche se veneziani in città non ce ne sono quasi più. Durante il Carnevale il 70% sono francesi e tedeschi, ma anche durante tutto l'anno coreano e giapponesi".
1 Commenti:
Una bella presentazione, molto interessante ed esplicativa
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