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Nel corso di un incontro con l'On Massimo Milani, miembro della Commissione Ambiente, Maurizio Pezzetta, Vicepresidente Vicario di FIMAA Italia, e Michele Pizzullo, consulente legale di FIMAA Italia, hanno presentato una serie di misure per migliorare il Testo Unico dell'Edilizia. Si tratta di una insieme di incentivi e benefici fiscali che hanno lo scopo di favorire la rigenerazione urbana, promuovere il cambio di destinazione d'uso degli immobili, digitalizzare le compravendite e rendere più trasparentni le trattavive tra acquirente e venditore.

Nel corso dell'incontro, i rappresentanti di Fimaa hanno avanzato tutta una serie di proposte, tra le quali:

  • Creare un testo unico degli incentivi fiscali in materia edilizia;
  • Rendere permanente l’agevolazione fiscale in materia di riqualificazione energetica e razionalizzare le aliquote relative alle altre agevolazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio;
  • Prevedere un meccanismo di cessione del credito o di sconto in fattura per le operazioni di riqualificazione edilizia, sismica ed energetica di maggior rilievo;
  • Rispettare il legittimo affidamento del contribuente, stabilendo un quadro normativo chiaro che non sia soggetto a modifiche continue che vadano ad incidere retroattivamente su scelte fatte in buona fede.

Secondo Fimaa, inoltre per contrastare la desertificazione dei centri storici delle città, è necessario adottare delle misure fiscali favorevoli, tra cui in primis l'adozione della cedolare secca per le locazioni commerciali e per gli uffici e studi privati. "Questa misura - ha detto Pezzetta - è già stata adottata per i contratti di locazione stipulati nell’anno 2019. Pur se non rinnovata, rimane valida per i contratti dell’epoca, e ha determinato dei risultati positivi, se considerati nel loro complesso” 

 “La cedolare nelle locazioni abitative in cinque anni, dal 2012 al 2017,  ha ridotto il divario fra gettito teorico e gettito effettivo del 50,45%, oltre ad aver favorito la tax compliance. Questi risultati sono evidenziati nel ‘Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva’ allegato alla NADEF 2019, e vengono ribaditi anche nella NADEF 2022”

La Federazione ha quindi chiesto di sfruttare questa esperienza anche nel caso delle locazioni ad uso diverso dall’abitativo, e anzi ha suggerito di estendere la cedolare secca anche alle categorie C/2 (magazzini), C/3 (laboratori) e relative pertinenze.

Agevolare i cambi di destinazione d'uso

Inoltre secondo Fimaa è indispensabile adattare il patrimonio immobiliare alle mutevoli esigenze della società, agevolando il cambio di destinazione d'uso. “Questa flessibilità consentirebbe di riconvertire edifici ormai inutilizzabili, offrendo soluzioni innovative e sostenibili – ha evidenziato Pezzetta. – Questo approccio non solo favorirebbe la riqualificazione di spazi obsoleti, ma anche la creazione di nuove opportunità e servizi che contribuirebbero al progresso e al benessere collettivo. 

Nonostante il decreto legges Salva Casa consenta il passaggio di destinazione uso, secondo Fimaa è necessario agevolare la conversazione di uffici in abitazioni, una volta che vengano rispettati i requisiti di agibilità e le norme igenico-sanitarie.

Necessario anche agevolare le procedure  per digitalizzare e semplificare le procedure di compravendita, in modo da velocilizzare le stesse. 

Regolarità urbanistica ed edilizia

Inoltre è necessario velocizzare anche le procedure di accesso al catasto che dovrebbe anche garantire la regolarità urbanistica ed edilizia degli immobili.  Secondo Pezzetta, è fondamentale che ci sia un maggior coordinamento tra Amministrazioni territoriali e Agenzia delle Entrate.

Rendere più trasparenti le trattavie tra venditore e acquirente

Infine, secondo la Federazione è imporante rendere maggior trasparente la trattativa tra venditore e acquirente. “A nostro avviso – ha spiegato Pezzetta - è necessario chiarire che l’obbligo di dotare l’immobile di una certificazione di agibilità ricorre solo per gli immobili edificati a partire dal 30 giugno 2003, e per gli edifici preesistenti nei quali siano stati eseguiti interventi edilizi che possano influire su quelle condizioni. Di frequente, infatti, sorgono delle controversie tra venditore e acquirente, che si rivelano però infondate sotto il profilo della regolarità giuridica dell’atto” 

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