Sei ettari di mare trasformati in città: a Monaco è realtà. Il Principato ha inaugurato Mareterra, un'estensione urbana sull'acqua che aggiunge circa il 3% di territorio e riscrive la geografia del luogo più conteso della Costa Azzurra. Il debutto ufficiale è avvenuto a dicembre 2024, alla presenza del Principe Alberto II e della Principessa Charlène. Il risultato è un quartiere che mescola porticciolo, passeggiata e residenze di altissimo profilo, disegnato dal gotha dell'architettura internazionale.
Le abitazioni sono andate esaurite prima ancora del taglio del nastro, con valori che hanno superato i 100mila euro al metro quadrato. Un segnale forte per il mercato globale dell'ultra-prime, che guarda a Monaco come a un laboratorio di città sul mare ad alta efficienza energetica.
Un quartiere disegnato dalle archistar
Il masterplan di Mareterra porta la firma di Valode & Pistre. L'edificio-simbolo, Le Renzo, si sviluppa su 18 piani affacciati sull'acqua ed è nato dall'atelier di Renzo Piano. Le ville hanno visto all'opera tre nomi che non hanno bisogno di presentazioni: Tadao Ando, Norman Foster e Stefano Boeri. Il paesaggio, pensato per dialogare con il clima mediterraneo, è stato curato da Michel Desvigne, con oltre mille alberi selezionati tra specie autoctone.
I numeri chiave del progetto
Prima di capire come si vive in una penthouse affacciata su Mareterra, vale ricordare alcuni dati che spiegano la portata dell'intervento.
- Superficie: circa 6 ettari sottratti al mare, pari a un +3% del territorio del Principato.
- Edificio icona: Le Renzo, torre residenziale di 18 piani sul fronte d'acqua.
- Piantumazioni: oltre 1.000 alberi di specie mediterranee nel nuovo paesaggio urbano.
- Accessibilità: porticciolo e lunga passeggiata sul mare integrati nel tessuto cittadino.
Com'è vivere sopra l'acqua
All'interno, le penthouse celebrano materiali, arredi iconici e comfort domestico come estensione del panorama, con living che si proiettano sulle terrazze e spazi esterni pensati come stanze all'aperto. Le altezze, la luce e la continuità tra interno ed esterno definiscono uno stile abitativo che unisce discrezione e spettacolarità, in linea con l'identità di Montecarlo. Si tratta di case progettate per essere vissute tutto l'anno, dove la tecnologia resta invisibile e il paesaggio è l'elemento primario.
L'anima "green": energia dal mare e solare in copertura
Mareterra è presentato come il primo eco-distretto del Principato. Il cuore dell'efficienza sta in un sistema di riscaldamento che sfrutta l'acqua di mare, integrato da pannelli solari installati sugli edifici. La progettazione paesaggistica non è un semplice fondale estetico: le specie selezionate sono adatte al clima, con irrigazione ottimizzata e gestione del verde improntata alla resilienza.
Un passaggio cruciale ha riguardato la posidonia presente sui fondali: le piante sono state trapiantate per preservarne l'ecosistema, evitando un sacrificio che avrebbe pesato sull'habitat marino locale.
L'ingegneria sotto il blu: 18 cassoni alti 26 metri
Ciò che non si vede è spesso ciò che fa la differenza. Le fondamenta del quartiere poggiano su 18 cassoni in cemento armato, ciascuno alto 26 metri. Queste strutture sono state fabbricate a Marsiglia e poi trainate via mare fino a Monaco, dove sono state posate per creare la base su cui sorge l'intero intervento.
È un'opera marittima rara per scala e precisione, che ha richiesto coordinamento tra cantieristica navale, ingegneria civile e tutela ambientale. Senza questo scheletro sommerso, l'architettura di superficie non avrebbe potuto attecchire.
Prezzi, domanda e nuovo baricentro del lusso
Il mercato ha risposto prima del tempo: le unità sono state vendute integralmente prima dell'inaugurazione. Le quotazioni hanno superato i 100mila euro al metro quadrato, consolidando Monaco tra i mercati più costosi del pianeta. Questo posiziona Mareterra come nuovo baricentro dell'ultra-prime locale, capace di intercettare domanda internazionale che cerca privacy, sicurezza, servizi e una cornice paesaggistica fuori scala.
La sorpresa Calder e il "museo più piccolo" di Renzo Piano
Al centro del quartiere, Renzo Piano ha immaginato Quatre Lances come il suo "museo più piccolo". Qui torna alla luce una scultura di Alexander Calder, acquistata dalla Principessa Grace nel 1966 e rimasta per decenni in deposito. La sua ricomparsa ha un valore che va oltre il gesto culturale: è una dichiarazione d'intenti, perché intreccia memoria del Principato, arte moderna e spazio pubblico.
Articolo visto su (vogue.it) Come si vive dentro una penthouse a Mareterra, Monaco. Sogno da miliardari, costruito nel mare e quartiere più esclusivo del pianeta








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