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Effetto Brexit sul mattone di Milano: possibile aumento per uffici e case

fonte: flickr (Ale Desiderio cc)
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Autore: Redazione

Dopo il sondaggio tra cento gestori professionali immobiliari in Europa e in Italia per conoscere i possibili effetti della Brexit sul mercato immobiliare del Vecchio Continente, Scenari Immobiliari ha realizzato una simulazione sulle possibili ricadute sul mercato immobiliare di Milano.

Dal precedente sondaggio era emersa un’opinione abbastanza concorde tra gli operatori nel ritenere che, nel medio termine, con la Brexit potranno essere avvantaggiate le principali capitali europee e il settore delle costruzioni: circa il 70% degli intervistati, infatti, si aspetta lo spostamento di una parte dell’interesse degli investitori europei ed extra-europei dal Regno Unito ad altri Paesi europei.

Secondo Scenari Immobiliari, è possibile che il comparto degli uffici a Milano subisca con la Brexit un incremento di 60mila mq per lo scambiato in 2 anni (10mila nel 2016, 50mila nel 2017) rispetto alle stime pre-Brexit.

Potrebbero arrivare in città tra 5.000 e 7.000 persone, tutte con reddito medio-alto. Tale incremento della popolazione comporterà, pertanto, un aumento della richiesta di abitazioni: +1.100 abitazioni compravendute nel 2016, +1.900 nel 2017 rispetto alla stima pre-Brexit. Ipotizzando che il 50 per cento dei “nuovi milanesi” acquisti una abitazione in città, il resto in affitto o sparsi nell’area metropolitana.

“L’effetto Brexit – commenta Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari – si avrà anche sulla variazione dei prezzi e dei canoni con una crescita di circa un punto percentuale in più rispetto alle stime pre Brexit.”