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Brexit, quali saranno gli effetti sui mutui?

Autore: Alfredo Ranavolo (collaboratore di idealista news)

Se c'è un indice che, finora, non ha subito contraccolpo alcuno dalla vittoria del “leave” una settimana fa nel Regno Unito è l'Euribor. Basta una rapida scorsa ai grafici degli ultimi giorni per constatare che il principale riferimento per determinare i costi dei mutui non solo non è salito su nessuna scadenza ma, anzi, sulle più lunghe è ancora marginalmente sceso: il tre mesi da -0,27 a -0,28 per cento, il sei mesi da -0,16 a -0,18 per cento.

Dunque, nell'immediato chi sta per chiedere un mutuo non riscontrerà cambiamenti rispetto a prima che i britannici cominciassero ad avere uno status di “futuri extracomunitari”. Ma quelli ipotecari sono, per lo più finanziamenti a lungo termine, dalle durate che si calcolano sovente in decadi. E, in quest'orizzonte temporale, che l'evento di giovedì scorso non abbia conseguenze è tutto da verificare.

Facile prevedere che, trovandosi a dover affrontare il campo di ipotesi che si fanno piuttosto nebulose, data anche l'assenza di un precedente con la situazione che si potrà verificare, ancora più persone scelgano di abbandonare l'incerto a favore del certo, scegliendo un tasso fisso che è oggi ai minimi storici e, seppur ovviamente più costoso di un variabile allo stato attuale, permette di non dovere fare i conti con scenari ancora non del tutto prevedibili.

Ma cos'è, nel concreto, che potrebbe indurre l'Euribor a invertire la marcia e tornare in territorio positivo? La causa scatenante potrebbero essere gli interventi che, con ogni probabilità, dovrà compiere la Banca d'Inghilterra, se la sterlina dovesse andare incontro a ulteriori deprezzamenti. Rispetto al 13% perso in poche ore nei confronti del dollaro, la valuta britannica si è leggermente ripresa, ma si naviga ancora a vista e gli esperti non escludono ulteriori discese. In questo caso, l'istituto centrale potrebbe vedersi costretto ad alzare i tassi, in presenza di inevitabile inflazione, rendendo, in una fase di interessi ancora appiattiti intorno allo zero, particolarmente attrattivi gli investimenti denominati in sterline.

Eventuali fughe di capitali potrebbero convincere altre banche centrali che sia arrivato il momento di porre una stretta alla circolazione di denaro facile. Non sembra una prospettiva immediata, visto che la Fed ha, piuttosto, mostrato l'intenzione di rinviare il suo secondo rialzo, preoccupata dalle turbolenze di mercato, ma non è da escludere tra la fine dell'anno e l'inizio del prossimo.

A questo punto sì che finirebbe per muoversi anche l'euribor, benchmark della maggior parte dei mutui erogati, finendo per alzare il costo di questi ultimi. Ma non è il solo motivo per cui può accadere, almeno per determinati istituti. Come sottolinea Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline, sulle banche italiane si è già scatenato il sell off e gli analisti si sono affrettati a passare dal consiglio di acquistare tali titoli a una posizione neutrale.

Per gli istituti meno solidi, e tra quelli di piccole-medie dimensioni ve ne sono, come recenti storie ampiamente dimostrano, questo potrebbe tradursi rapidamente in un maggior costo di finanziamento, che finirebbe per riversarsi su chi, a sua volta, chiede di essere finanziato. Anedda rimarca, però, che questo vale per una minoranza dei potenziali nuovi mutui, dato che la grande massa viene erogata dalle banche di maggiore dimensione.

Infine, c'è da valutare a cosa vada incontro un cittadino comunitario che intenda chiedere un mutuo in territorio britannico, da ora in poi. Anche in questo caso ci si muove nell'ambito delle ipotesi, che troveranno concretezza soltanto nella fase negoziale con le istituzioni dell'Unione che Londra non pare proprio intenzionata ad affrettarsi ad aprire. Non c'è dubbio che quello riservato ai membri della Ue fosse un percorso differenziato e privilegiato, purché avesse lavoro e un conto corrente nel Regno Unito, grazie alla tracciabilità della “storia creditizia” di chi facesse richiesta.

Difficile che le banche britanniche cambino radicalmente atteggiamento all'istante, ma anche negli uffici prestiti di queste si naviga a vista e una maggiore prudenza potrebbe dover essere messa in conto. Non meno difficoltà rischiano di incontrare, di qui a poco, sudditi di Sua Maestà che lavorino e chiedano un finanziamento sul Continente.