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"Arcadia Center, la riqualificazione urbana deve creare valore per tutto il quartiere"

arcadia center
Come sarà l'Arcadia Center di via Grosio / Studio Giuseppe Tortato Architetti
Autore: floriana liuni

Arcadia Center è un avveniristico edificio che cambierà la faccia di un quartiere periferico di Milano. L’architetto Giuseppe Tortato ci spiega il progetto e la visione che lo ha generato.

Lo Studio Giuseppe Tortato Architetti, F&M Ingegneria e Tekser ingegneria si stanno occupando di trasformare l’immobile di Via Grosio 10/4, nel quartiere gallaratese a Milano, di proprietà di un fondo gestito da InvestiRE Sgr. Il complesso direzionale, di circa 23.000 mq di superficie utile, porterà il nome di Arcadia Center ed è destinato ad accogliere il nuovo headquarter Volkswagen Leasing e Volkswagen Bank.

Arcadia center- cantiere / Studio Giuseppe Tortato Architetti
Arcadia center- cantiere / Studio Giuseppe Tortato Architetti

Il progetto – che sarà consegnato ad ottobre e ha un valore stimato di 15,5 milioni di euro - prevede la riqualificazione di due corpi di fabbrica adiacenti e collegati per una superficie totale di 23.000 mq. Il tutto comprenderà due piani interrati adibiti a magazzini, locali tecnici e autorimesse, un piano rialzato adibito a reception, spazi comuni, mensa, depositi e uffici integrati e cinque piani fuori terra, adibiti prevalentemente ad uffici, oltre a circa 10 mila metri quadri di parcheggio esterno.

Architetto Tortato, qual è l’idea alla base del nuovo Arcadia Center?

“Si tratta di un progetto che ha l’ambizione di rigenerare un’area urbana caratterizzata da edifici industriali, parcheggi ed altri elementi risalenti agli anni ‘70-’90, che quindi hanno già completato il proprio ciclo di vita e vanno ripensati. L’edificio di via Grosio si trova in uno dei quartieri periferici di Milano, in cui varie aziende scelgono di andare per questione di costi ma anche di spazi disponibili e di vicinanza con i collegamenti autostradali. L’idea per questa costruzione è stata di trasformare l’edificio esistente lasciando solo le strutture originarie, proponendo una architettura  originale che divenisse iconica. Dotandola però di 10 mila metri quadri di parcheggio, un elemento che abbiamo imparato essere fondamentale per rendere fruibile una costruzione fuori dal centro città”.

Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti
Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti

La nuova impressionante architettura sarà sinuosa e dalla forte personalità, caratterizzata da un contrasto raffinato tra il bianco dei fascioni curvilinei a sezione variabile che abbracciano l’edificio sul fronte strada e il grigio antracite che caratterizza i volumi spigolosi e tesi del resto dell’edificio.

Come è stato accolto il progetto dagli abitanti della zona?

”Chi abita nel quartiere, visto il progetto nuovo che sostituisce l’edificio datato e ammalorato preesistente, ha sentito più vicina la rinascita partita da Porta Nuova e Citylife. Teniamo molto al rapporto col resto della città: il peggiore errore che si possa fare è imporre un design che destabilizzi o sia male accolto da chi vive in zona. Noi abbiamo portato un valore: chi vive in zona riconosce che la propria casa acquista valore anche grazie alle riqualificazioni fatte. Se si elimina il possibile clima negativo che si può creare da una nuova costruzione, si è più liberi di lavorare bene”.

L’Arcadia Center avrà anche giardini accessibili dall’interno, attraverso delle grandi vetrate circolari che consentono alla luce e al calore di penetrare nell’edificio. Ci sarà poi un giardino pensile all’ultimo piano e degli spazi verdi su ciascun lato, est e ovest dei quattro piani che lo compongono.

“Abbiamo cercato di creare valore progettando un edificio basato sui valori che sosteniamo, - spiega l’Architetto Tortato, - ovvero il benessere di chi lavorerà negli spazi dell’Arcadia Center, con una forte presenza di verde, luce naturale, e un ultimo piano pensato a forma di nave spaziale, un grande terrazzo verde che consente una bellissima vista e può trasformarsi in una zona riunioni o ricevimenti. Lo spazio non deve essere solo destinato ad uso ufficio, ma ibrido e adatto a varie necessità”.

Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti
Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti

Altra caratteristica del progetto è la tecnologia con cui è sviluppato, ovvero la Building Information Modeling (BIM), che, utilizzando un apposito software ha permesso di creare un “modello federato”, messo a disposizione sul “cloud proprietario” all’interno del quale sono collegati tutti i modelli multidimensionali relativi alle varie discipline (architettura, strutture ed impianti). In tal modo il progetto è costantemente aggiornato e disponibile anche alle eventuali verifiche da parte del committente.

Come si lavora esattamente con la tecnologia BIM?

“Si tratta di una modalità di progettazione che consente di sviluppare un progetto in modo parametrico, cioè controllato e verificato dal punto di vista di numeri e superfici, facendo sì che le componenti di progettazione civile (quindi architettonica, strutturale e impiantistica), siano sviluppate insieme in modo tridimensionale. Progettare in BIM consente inoltre di effettuare automaticamente controlli su possibili interferenze tra queste tre componenti e risolverle prima dell’effettiva costruzione. Con questa tecnologia professionisti da remoto possono lavorare insieme sulla stessa piattaforma. Inoltre ancora, con questo metodo è possibile controllare esattamente quali e quanti materiali necessitano per la costruzione delle varie componenti, evitando il problema degli sprechi. Il BIM consente poi di gestire la manutenzione dell’edificio una volta realizzato, permettendo di individuare subito eventuali zone che necessitano manutenzione o altro. Il modulo più avanzato di questa tecnologia è quello che consente alla stessa parte danneggiata (una lampadina, il filtro di un condizionatore ecc.) di inviare il segnale di richiesta di manutenzione tramite software. Perché il costo maggiore per un edificio non è tanto la costruzione quanto la manutenzione successiva, questa tecnologia è di grande aiuto”.

Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti
Arcadia Center / Studio Giuseppe Tortato Architetti

Quali sono le sfide che deve affrontare un professionista impegnato nelle riqualificazioni urbane?

“La sfida della riqualificazione, che riguardi un edificio residenziale o destinato al lavoro, è quella di creare ambienti urbani sempre più vicini alle persone. Io utilizzo una serie di elementi legati al verde e alla natura come elemento rigenerante e inserito nel progetto, non semplicemente come aggiunta ma come parte integrante del progetto stesso. In futuro vorremmo introdurre, oltre alla natura, anche l’arte per ridare anima alle zone rigenerate e creare riconoscimento in coloro che ci vivono, delle oasi che possano poi fare da volano anche all’economia della zona. Sarebbe poi importante costruire come si faceva una volta: si costruiva la chiesa, la piazza e tutto ciò che circondava, pensando non solo al singolo edificio ma anche al sistema che vi gravitava intorno. La fortuna di Citylife e Porta Nuova è proprio questo tipo di approccio, che si può applicare anche a spazi inferiori. Noi lavoriamo già a partire da 10-20 mila mq, una dimensione che crea la necessaria massa critica e dà la possibilità di interagire con il sistema circostante creando un ambiente in cui vivere bene e che possa sopravvivere al passare del tempo. Noi crediamo che l’architetto debba farsi portatore di questa visione, oltre che costruire semplicemente degli edifici”.