Dopo il via libera da parte del Consiglio dei ministri al decreto dignità, tramite un video pubblicato su Facebook, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha fatto sapere: “Avevamo promesso guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo e alla delocalizzazione, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto”. Vediamo cosa prevede il provvedimento che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese.
Contratti a tempo – Limite all’utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato. I contratti a tempo vengono riservati ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. Fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l’eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate. Il limite massimo si riduce a 24 mesi. Ogni rinnovo a partire dal secondo avrà un costo contributivo crescente dello 0,5%. La possibilità di prorogare contratti a termine diminuisce da 5 a 4. Non cambia nulla per i contratti della Pa e per gli stagionali, anche a questi ultimi non si applica il discorso delle causali.
Indennizzo per i licenziamenti – Aumento del 50% dell’indennizzo per i lavoratori ingiustamente licenziati. In caso di licenziamento senza giusta causa, l’indennizzo per il lavoratore può arrivare fino a 36 mensilità.
Delocalizzazione imprese – Le imprese che hanno ottenuto dallo Stato aiuti per impiantare, ampliare e sostenere le proprie attività economiche non possono spsoatre per almeno cinque anni la loro attività o una loro parte dall'Italia e se delocalizzano non solo perdono il beneficio, ma sono sottoposte a sanzioni pecuniarie di importo da 2 a 4 volte quello del beneficio fruito. il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali.
Semplificazione fiscale – Revisione del cosiddetto redditometro in chiave di contrasto all’economia sommersa, rinvio della prossima scadenza per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute (cosiddetto spesometro), abolizione dello split payment per i professionisti.
Insegnanti magistrali – Prorogati di 120 giorni gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato che prevede il licenziamento degli insegnanti magistrali, “in modo tale da trovare una soluzione per quegli insegnanti che – ha detto Di Maio – ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l'Italia durante la campagna elettorale”. A tale proroga ne seguirà probabilmente una successiva per garantire la continuità dell’anno scolastico. Le maestre non laureate ma con diploma conseguito prima del 2001-2002 potranno comunque insegnare, a dispetto dello stop arrivato dal Consiglio di Stato.
Giochi e scommesse – Stop a qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro con l’esclusione di lotterie nazionali con estrazione dei vincitori differita.
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