L'offerta di case in affitto ha subito un forte contraccolpo dalla situazione Covid, diminuendo del 33,9% nel primo trimestre del 2022, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo uno studio pubblicato dal Centro Studi di idealista, portale leader per sviluppo tecnologico in Italia.
Capoluoghi
Solo 6 capoluoghi di provincia dei 107 monitorati presentano un incremento di stock rispetto a 12 mesi fa, per il resto ci si trova di fronte a cali straordinari con un picco del 78% registrato a Teramo, seguita da Trento (-73,4%), Belluno (-71,9%) e Pesaro (-70,2%). Altri 61 centri presentano ribassi superiori alla media nazionale del 33,9%, dal 68,8% di Padova al 34,2% di Modena. Rientrano in questo range anche capoluoghi quali Bologna (-64,9%), Milano (-47,4%), Palermo (-46,3%), Venezia (-44,5%), Firenze (-43,2%) e Napoli (-42,1%).
Un altro blocco di 37 centri hanno registrato cali inferiori alla media italiana racchiusi nella forbice che va dal 33,8% di Roma e il 3,5% di Cuneo. Le uniche città non coinvolte dal calo generale del prodotto sono: Massa (32%), Potenza (12%), Cremona (11,5%), Sondrio (9,5%), Frosinone (6,3%) e Piacenza (5,5%).
Province
A livello provinciale si riscontra una situazione simile a quella dei capoluoghi italiani, con una riduzione dell’offerta che riguarda 98 delle 105 macroaree, in special modo Trento (-62,8%), seguita da Bologna (-57,3%), Pisa (-55,2%), Gorizia (53,4%), Siena (52,2%) e Padova (52%).
Altre 33 province presentano cali dello stock disponibile superiori alla media nazionale, comprese entro un ampio intervallo di valori che va dal 49,1% di Pesaro Urbino, al 34,6% di Rovigo, includendo le aree provinciali di Milano (-44,6%), Napoli (-42,5%), mentre Roma (31,6%) rientra tra gli altri 56 mercati che hanno visto diminuire l’offerta meno della media dell’ultimo anno.
Grosseto (41,8%), Piacenza (28,8%), Savona (11,6%) Cuneo (9,9%), Reggio Emilia (5,4%) e Pordenone (3,3%) sono le uniche province italiane dove l’offerta di affitto è risalita negli ultimi 12 mesi. Mentre, Potenza ha mantenuto un’offerta invariata rispetto al primo trimestre 2021.





2 Commenti:
Come mai sono sparite?
Colpa degli affitti turistici? Colpa di Air Bnb?
Secondo molti politici e' tutta colpa dei turisti che preferiscono le case in affitto tramite air bnb anziche' il soggiorno in Albergo.
Strana questa cosa: gli stessi politici da una parte vorrebbero che i turisti venissero in Italia, dall'altra che venissero solo in Albergo, ignorando che gli Alberghi n
Facendo un ragionamento piu' ampio (e forse piu' serio) i motivi per cui non si trovano case in affitto sono molteplici.
Io ne ho individuati quattro.
1. Lo Stato e' da tempo che ha deciso di dismettere il patrimonio abitativo pubblico senza ricostituirlo per cui le case di proprieta' pubblica da dare in affitto sono sempre meno.
2. Lo Stato ha fatto di peggio: ha obbligato tutti gli Enti previdenziali a ridurre il loro patrimonio immobiliare, che nella totalita' veniva dato in affitto. (La stessa sorte forse e' toccata alle Compagnie di Assicurazione e questo lo devo verificare).
3. E' stata mantenuta una legislazione contrattuale fortemente sbilanciata, che penalizza il proprietario.
4. Le politiche sul mercato del lavoro e di svalutazione salariale, conseguenti anche all'adozione della moneta unica, hanno prodotto redditi insufficienti a sostenere l'affitto (e non solo l'affitto,).
Per molti politici e' piu' facile prendersela con Air Bnb e con i proprietari
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