Con una ulteriore stretta sui tassi di interesse Bce anche il costo dei mutui potrebbe prendere il volo. Ancora una volta, a subire i maggiori effetti dei rincari saranno i mutui a tasso variabile; secondo l’Osservatorio MutuiSupermarket.it potrebbe essere il momento di tornare a surrogare il mutuo.
Rialzo tassi Bce, di quanto aumenteranno i mutui variabili
Se, come si vocifera, la Bce aumenterà ulteriormente i tassi di interesse di 75 punti base, i mercati si aspettano un aumento del costo del mutuo a tasso variabile molto rapido che dovrebbe superare il 3% entro giugno 2023 per poi oscillare negli anni successivi tra il 3% e il 3,5%.
Mutui variabili più cari, conviene surrogare il mutuo?
Alla luce di questa veloce corsa delle rate dei mutui variabili sta riprendendo piede la domanda di mutui surroga, che rispetto alla primavera ha visto triplicare il proprio peso sul totale delle richieste del canale online. Chiaramente gli attuali surrogatori sono mutuatari che hanno ancora in corso un mutuo a tasso variabile, vedono salire la propria rata e sono consapevoli di andare incontro ad ulteriori aumenti nei prossimi mesi. Ciò che li spinge a surrogare non è l’aspettativa di risparmiare, ma la ricerca di una protezione da rialzi eccessivi del costo del denaro.
I tassi dei mutui variabili e fissi oggi
Oggi chi ha un mutuo a tasso variabile, sottoscritto negli anni scorsi, con ogni probabilità avrà un tasso pari all’Euribor + 1,10% (media dei migliori spread a tasso variabile negli ultimi 3 anni), quindi circa il 2,60%. Con gli Euribor previsti oltre il 3% in estate, il tasso di interesse sul proprio mutuo oscillerà a giugno tra il 4,10% e il 4,60%. Ad oggi i migliori mutui surroga a tasso fisso prevedono dei TAN intorno al 3,70%: c’è la concreta opportunità, per questi richiedenti, di limitare la crescita inevitabile del tasso di interesse sul proprio mutuo a poco più di un punto percentuale rispetto a quanto già pagano.
La media delle rilevazioni mensili dell’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso IRS a 20 anni nel mese di ottobre 2022 registra un aumento dello 0,43% attestandosi a 2,98%. Il minimo negli ultimi dodici mesi è stato registrato a agosto 2021: 0,26%.
L’analogo indice per i mutui a tasso variabile nel mese di ottobre 2022 registra una media di 1,34% in aumento dello 0,33%. Il minimo è stato registrato a dicembre 2021: -0,58%.
Cala la domanda di mutui under 36
Guardando al mercato più in generale in termini di acquisto prima casa, Crif ha certificato una contrazione della domanda di mutui nel terzo trimestre 2022 pari al -22,6% rispetto allo stesso trimestre del 2021. Dal nostro osservatorio registriamo una diminuzione della quota di mercato dei mutui acquisto che a ottobre registrano il 74% delle richieste contro una media ben superiore all’80% nella prima metà dell’anno. In particolare, il segmento dei giovani under 36 registra una flessione e questo mese spiega solo il 42% delle richieste di mutui acquisto prima casa contro il massimo toccato a Gennaio del 54%.
Oltre all’incertezza per il futuro economico, che rappresenta un disincentivo all’acquisto casa per tutte le fasce di età, i fattori determinanti che determinano la contrazione della domanda dei più giovani sono: la scadenza al a fine anno degli incentivi fiscali che prevedono l’azzeramento delle imposte sull’acquisto prima casa per i giovani under 36 con ISEE inferiore o uguale a 40.000 euro; la soppressione da parte delle banche delle offerte di mutuo Consap a tasso fisso.
Le migliori offerte di mutui in banca
Mutuisupermarket.it ha effettuato la simulazione di una operazione di acquisto prima casa e una di surroga a tasso variabile, fisso e a tasso variabile con cap su un immobile situato a Milano, mantenendo costante il valore dell’immobile a € 220.000. L’importo richiesto a € 140.000 e la durata del mutuo a 20 anni. Il richiedente è un dipendente di 34 anni con un redito mensile € 2.400. Ecco le migliori offerte di mutuo in banca:
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