La convivenza in un condominio può presentare diverse sfide, una delle quali è la gestione del rumore e, in particolare, quello prodotto dagli animali domestici. Uno dei casi più frequenti è quello del cane che abbaia in condominio, una situazione che può diventare fonte di tensione e disagio tra persone che vivono nello stesso palazzo. I latrati prolungati o frequenti possono disturbare la quiete di un edificio, sollevando questioni legate non solo al benessere degli altri residenti, ma anche alla salute e al comportamento dell'animale stesso. In questo contesto, è fondamentale comprendere le normative vigenti, le possibili cause dell'abbaio e le soluzioni praticabili per mitigare il disturbo, garantendo così una convivenza armoniosa all'interno della comunità condominiale.
Cosa fare quando i vicini si lamentano che il cane abbaia?
Quando i vicini si lamentano per il cane che abbaia, può essere un momento di tensione per i proprietari dell'animale, ma con un approccio proattivo e rispettoso, è possibile gestire la situazione in modo efficace, contribuendo a mantenere buone relazioni all'interno del condominio.
In particolare ascoltare con attenzione le preoccupazioni dei vicini può essere un buon punto di partenza: capire la natura del disturbo aiuterà a trovare una soluzione adeguata. È importante approcciare la discussione con empatia e apertura, mostrando disponibilità a collaborare per risolvere il problema.
Comprendere le ragioni per cui il cane abbaia è essenziale: il latrato può essere scatenato da ansia, noia, paura o necessità di attenzione. Osservare quando e in quali circostanze il cane tende ad abbaiare può fornire indizi importanti per affrontare il problema.
Se il comportamento del cane diventa difficile da gestire, consultare un veterinario o un addestratore certificato può essere molto utile. Essi possono offrire consigli su come ridurre l'abbaio attraverso l'addestramento comportamentale o suggerire trattamenti per problemi di ansia.
Al di là delle cause è opportuno anche misurare i limiti entro i quali il rumore del latrato del cane dovrebbe rimanere. Usualmente i regolamenti condominiali prevedono:
- 13 - 15: 5 decibel
- 22 - 00: 3 decibel
- 00. - 06: 3 decibel
- 06 - 08: 5 decibel
Analogamente a quanto accade con i bambini che giocano a pallone in condominio, anche gli schiamazzi sono meno tollerati anche nel periodo del riposo pomeridiano, ossia quella fascia oraria che va dalle 14 alle 16: il momento del riposo viene considerato un bisogno fondamentale per la tutela e il mantenimento del benessere psico-fisico di tutti gli individui. Proprio per questo viene tutelato dall'art. 32 della Costituzione, che tutela la salute come diritto dell'individuo e interesse della collettività.
Cane che abbaia in condominio: il ruolo dell'amministrazione
Quando c’è un cane che abbaia in condominio di notte o in assenza del padrone il ruolo dell'amministrazione di condominio diventa cruciale. Questa situazione può essere fonte di stress e tensione tra i condomini, ed è compito dell'amministrazione agire con prudenza e secondo le normative vigenti per mantenere l'armonia all'interno dell'edificio.
Il punto di partenza è, come sempre, la ricerca della mediazione: l'amministrazione ha il dovere di ascoltare e valutare le lamentele dei residenti riguardanti i rumori eccessivi, inclusi gli abbai frequenti dei cani. È responsabilità dell'amministratore agire come mediatore tra il proprietario dell'animale e i vicini lamentosi, cercando di trovare una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti, senza arrivare a misure estreme.
In ogni caso ogni condominio dispone di un proprio regolamento che, in molti casi, include clausole specifiche riguardanti il tenere animali domestici e il rumore. L'amministratore deve garantire che queste regole siano rispettate e, in caso di violazioni, intervenire applicando le sanzioni previste o mediando per trovare altre soluzioni accettabili.
Cosa fare se il cane del vicino abbaia in continuazione
Se si è nella posizione del vicino di casa subisce i latrati del cane prolungati e acuti, o comunque tali da causare fastidio e disturbo è preferibile prima di tutto parlarne apertamente con il proprietario segnalando questo aspetto: è possibile infatti che il padrone del cane non sappia dell’abbaiare prolungato del cane in propria assenza.
Qualora il problema dovesse persistere è necessario comunicarlo all'amministratore di condominio che potrebbe, di conseguenza:
- chiamare i carabinieri o la polizia per poter verificare o accertare l’entità della violazione
- servizi veterinari locali
- ASL, spesso attivati dagli stessi servizi veterinari locali per poter scongiurare il reato di abbandono o maltrattamento da parte dei proprietari.
Cosa dice la Legge per i cani che abbaiano? Cassazione
Nella malaugurata ipotesi in cui il dialogo aperto e i tentativi di conciliazione non vadano a buon fine e, contestualmente, il cane continui ad abbaia in maniera continuativa negli orari più delicati e superando i decibel consentiti dalla legge, è possibile sfociare nel reato di disturbo della quieta pubblica, secondo quanto indicato dall’articolo 659 del Codice Penale.
All’interno del testo normativo viene esplicitato quanto segue: «chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone [...] è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a trecentonove euro».
È opportuno ricordare che, comunque, prima di procedere con le sanzioni previste deve essere dimostrata la pertinenza da parte di vigili e/o delle ASL che certificano l’effettiva violazione della normativa.
In Italia c’è un secondo riferimento di legge da applicare quando c’è un cane che abbaia in condominio: all’interno del Codice Civile, articolo 2052 ,viene indicato che “il proprietario di un animale è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.
A fronte di una normativa così articolata e che lascia ampio margine d’azione ai regolamenti condominiali sul tema del cane che abbaia in condominio la Cassazione si è espressa in maniera chiara: se è vero che da una parte il regolamento di condominio non può limitare la libertà del singolo condominio di possedere o meno un animale domestico (sia esso un cane o un gatto), dall’altra il proprietario è responsabile dei danni che possono essere causati dall’animale stesso.
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