Nel panorama urbano italiano è spesso frequente trovarsi dinanzi ad antiche costruzione romane. Forse il tipo di infrastruttura più iconica in quel periodo era l'acquedotto. Utilizzato per condurre l'acqua in città, garantì sviluppo e propserità agli antichi insediamenti romani. Non a caso alcuni degli acquedotti più antichi al mondo sono di origine romana, seppur con qualche eccezione. Ecco, quindi, quali sono i più belli.
Acquedotto Appio, Roma
L'Acquedotto Appio, noto anche come Aqua Appia, è uno dei primi e più significativi esempi di ingegneria idraulica romana. Costruito nel 312 a.C. durante il censimento di Appio Claudio Cieco, l'acquedotto rappresenta una delle prime grandi opere pubbliche della Repubblica Romana. Con i suoi 16,5 chilometri circa, riuscì a fornire acqua pulita alla città senza ricorrere a pozzi o al fiume.
La sorgente originaria è difficile da rintracciare in quanto, probabilmente, prosciugata, passava dall'attuale Porta Maggiore per seguire il percorso della via Prenestina. in città terminava nei pressi dell'attuale Basilica di Santa Maria in Cosmedin, dove si trova la Bocca della Verità.
Acquedotto Alessandrino, Roma
L'Acquedotto Alessandrino è uno degli esempi più noti dell'ingegneria del tempo: fa infatti comprendere come venivano costruiti gli acquedotti romani. Edificato nel 226 d.C. sotto l'imperatore Alessandro Severo, questo acquedotto fu progettato per migliorare l'approvvigionamento idrico della città di Roma.
Partendo dalla località di Pantano Borghese, il percorso era all'incirca compreso fra Prenestina e Casilina, giungendo, alla fine, alle Terme di Nerone. Essendo migliorate le conoscenze architettoniche, l'acquedotto presenta anche ampi tratti scoperti, come ad esempio il ponte su Via Palmiro Togliatti, ancora ben conservato.
Acquedotto di Les Ferres, Tarragona
Senza spostarsi dall'ambito romano vale la pena parlare del Pont del Diable, o l'Acquedotto di Les Ferres nella città di Tarragona, in Spagna. Costruito nel I secolo d.C., questo imponente acquedotto era parte di un sistema più ampio che portava l'acqua fino in città. Lo stato di conservazione del Pont del Diable è eccezionale; le sue arcate, alte fino a 27 metri, si ergono ancora oggi dominando il paesaggio circostante.
Acquedotto di Cesarea, Israele
L'Acquedotto di Cesarea, situato in Israele, fu costruito durante il regno di Erode il Grande, tra il 23 e il 13 a.C., per portare acqua fresca alla città di Cesarea Marittima, allora un importante centro urbano e portuale. La struttura si estende per circa 10 chilometri: ampliata dai romani intorno al II secolo a.C, rimase in attività per altri 1200 anni, a dimostrazione della portata strategica delle infrastrutture romane.
Pont du Gard, Nimes
Oggi rimane prevalentemente uno spettacolare ponte, ma in passato aveva la funzione importantissima di portare l'acqua nella città di Nimes. Costruito nel I secolo d.C., il ponte è ottimamente conservato e, come tutti gli acquedotti romani, ha una pendenza di circa 34 centimetri per chilometro.
Secondo recenti studi, il ponte caratterizzato da tre livelli di arcate è stato in uso per circa 500 anni e, vista la sua maestosità, è stato inserito nel 1985 nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO, oltre a ispirare, curiosità interessante, il disegno sulle banconote da 5 euro.
Acquedotto di Valente, Istanbul
L'Acquedotto di Valente è uno dei più significativi monumenti storici di Istanbul, testimone dell'ingegneria romana e bizantina. Costruito nel 368 d.C. durante il regno dell'imperatore Valente, da cui prende il nome, questo acquedotto fu progettato per trasportare l'acqua dalle foreste di Belgrado alla città, attraversando la valle di Atatürk Bulvarı.
Nonostante gli oltre 1600 anni dalla sua costruzione, l'Acquedotto di Valente è sorprendentemente ben conservato. Alcune sezioni dell'acquedotto sono ancora in piedi e continuano a dominare il paesaggio urbano di Istanbul con le loro maestose arcate.
Non solo acquedotti romani
Gli acquedotti antichi non sono esclusiva prerogativa dell'Impero Romano. Civiltà in tutto il mondo hanno costruito imponenti opere idrauliche per gestire l'approvvigionamento di acqua. Tra queste, spiccano l'Acquedotto di Tambomachay in Perù, l'Acquedotto di Hampi in India e gli Acquedotti di Nazca in Perù.
L'Acquedotto di Tambomachay, situato vicino a Cusco, era parte integrante del sistema idrico Inca oltre a essere un luogo di culto dell'acqua. Passando all'India, l'Acquedotto di Hampi è la dimostrazione dell'avanzata ingegneria idraulica del Regno di Vijayanagara. Costruito per garantire l'approvvigionamento idrico alla storica città di Hampi, questo acquedotto è riconosciuto bene UNESCO dal 1986.
Infine, gli Acquedotti di Nazca, noti come puquios, rappresentano una sofisticata rete idraulica costruita per adattarsi al difficile ambiente desertico del Perù. Anche se, poi, non restano particolare tracce, furono i sumeri i primi ad usare gli acquedotti per trasportare l'acqua, un sistema che ancora oggi è vitale per qualsiasi centro abitani.
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