Foglie insolitamente gialle o rallentamenti nella crescita possono indicare uno shock termico, che va trattato in tempi molto brevi.
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Con ondate di calore sempre più frequenti, bisogna anche fare attenzione alla salute delle piante: le variazioni improvvise di temperatura possono mettere a dura prova la capacità di adattamento delle piante, compromettendo il loro sviluppo e quindi la fioritura. Ma come riconoscere subito lo stress termico nelle piante? Scopri come prevenirlo e, se è troppo tardi, come provare a rimediare.

Come si manifestano gli stress termici nelle piante

Quando una pianta subisce uno sbalzo termico, sia per eccesso di calore che per freddo improvviso, il suo metabolismo entra in crisi. Il primo segnale che si osserva è l’appassimento delle foglie, anche se il suolo è umido. La pianta chiude gli stomi per limitare la perdita d’acqua, rallentando così la fotosintesi. Inoltre, è anche comune notare:

  • Un arresto della crescita, una fioritura scarsa e una riduzione della produzione di frutti.
  • In alcune specie, le giovani foglie possono presentarsi deformate o con colorazioni anomale.
  • Le piante possono sviluppare una patina biancastra sulle foglie, dovuta alla produzione di cere protettive.
  • Durante ondate di freddo, invece, si assiste spesso all’annerimento dei tessuti.
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Quali piante soffrono il caldo?

Il caldo intenso e le ondate di calore rappresentano due delle principali cause per lo stress termico. Naturalmente, esistono varietà più sensibili di altre. Conoscerle è fondamentale per proteggerle e riconoscere subito i sintomi di shock dovuti alla temperatura:

  • Ortensie: note per la loro fioritura abbondante, soffrono facilmente il caldo intenso.
  • Azalee e rododendri: queste piante acidofile sono particolarmente sensibili all’evaporazione dell’acqua e alla disidratazione.
  • Insalate: lattuga, radicchio e altre insalate tendono a perdere la croccantezza sotto stress termico, diventando amare.
  • Spinacio: lo spinacio arresta la crescita e ingiallisce facilmente quando le temperature superano i 28°C.
  • Fagiolino: anche questa pianta lascia cadere i fiori in caso di caldo eccessivo.
  • Ciclamino: questa pianta ornamentale si caratterizza per entrare in dormienza anticipata se sottoposta a temperature elevate.
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Come far riprendere una pianta dal caldo

Con il giusto tempismo e con un po’ di fortuna, puoi aiutare la tua pianta a superare lo shock termico e farla riprendere. Per iniziare: spostala in una zona ombreggiata e ben ventilata. Se la pianta è coltivata all’aperto usa invece teli traspiranti o reti ombreggianti.

Dopo aver assicurato l’ombral’acqua rappresenta la risorsa più preziosa per favorire la ripresa. Prima di innaffiare, però, controlla l’umidità del terreno: il substrato deve risultare umido ma non zuppo. Per piante in vaso, verifica che il drenaggio sia efficiente e svuota eventuali sottovasi dall’acqua stagnante. Inoltre, non utilizzare acqua troppo fredda su radici già sofferenti. Potrebbe essere anche utile, per far rivivere le piante dopo il caldo:

  • Pacciamatura: copri il terreno con materiali organici (paglia, corteccia, foglie secche) per mantenerlo fresco.
  • Ventilazione: assicurati che l’aria circoli liberamente attorno alla pianta, riducendo così il rischio di muffe.
  • Uso di biostimolanti naturali: prodotti a base di alghe o estratti vegetali possono stimolare i meccanismi di autodifesa delle piante e accelerare la rigenerazione dei tessuti.

Non solo caldo, come capire se una pianta soffre il freddo

Oltre al caldo, anche il freddo rappresenta un pericolo altrettanto insidioso, soprattutto nelle mezze stagioni o durante improvvisi abbassamenti di temperatura. Lo stress termico causato dal freddo si manifesta in modi diversi rispetto a quello da caldo. Le basse temperature rallentano i processi fisiologici delle piante, riducendo la capacità di assorbire acqua e nutrienti e mettendo a rischio la vitalità dei tessuti. 

Il primo campanello d’allarme è spesso rappresentato da cambiamenti nell’aspetto delle foglie. Quando una pianta subisce stress termico da freddo, le foglie possono assumere una colorazione scura, tendente al grigio o al nero, soprattutto ai margini e alle punte. 

Un altro sintomo comune è la perdita di turgore: le foglie appaiono flosce, molli o addirittura traslucide. In alcuni casi, dopo una gelata notturna, si possono notare vere e proprie bolle d’acqua sotto la cuticola fogliare, segno che le cellule hanno subito danni irreversibili. 

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