Simbolo di sapere e prosperità, l'alloro è una pianta profumata che non richiede troppe cure. Le sue foglie, poi, sono ideali in cucina.
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Il Laurus nobilis, più semplicemente conosciuto come alloro, è un sempreverde mediterraneo profumato, robusto e utile in cucina. Basteranno poche cure per ottenere foglie aromatiche tutto l’anno, perfette sia da fresche che da essiccate. Ma come coltivare l’alloro al meglio? Quest’albero è capace di crescere come arbusto o piccolo albero (in terra anche oltre 10 metri) e di adattarsi bene alla potatura per formare siepi compatte.

Dov'è meglio piantare l'alloro?

La posizione giusta fa sicuramente la differenza nella coltivazione di questa pianta. L’alloro ama il clima mite, tipico per l’appunto dei paesi mediterranei, ma è più rustico di quanto si creda. In piena terra predilige un’esposizione soleggiata o mezz’ombra luminosa, al riparo dai venti freddi. Inoltre, tra le cose a cui fare attenzione:

  • Esposizione: la pianta cresce bene sotto sole pieno o in penombra. In zone molto calde può essere utile anche qualche ora d’ombra pomeridiana.
  • Terreno: il pH ideale è compreso tra 6–7,5. I terreni pesanti possono essere migliorati con sabbia e compost.
  • Clima e freddo: resiste a brevi gelate fino a circa −10/−12 °C.
  • Impianto: l’alloro è da mettere a dimora in autunno o in primavera. Prepara una buca larga il doppio del pane di terra, e non dimenticare di aggiungere materiale drenante sul fondo.
  • Distanze: per siepe 60–80 cm tra le piante; per esemplare singolo 1,5–3 m da altre piante o muri.
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Quanto tempo impiega l'alloro a crescere

L’alloro cresce secondo ritmi moderati, ma può essere accelerata in suolo fertile e in clima mite. In condizioni ottimali in piena terra cresce mediamente 20–40 cm l’anno; in vaso la crescita è più lenta (10–25 cm/anno) ma molto dipende dalla grandezza del suo contenitore. Per avere qualche esempio:

  • Una siepe di 1,5 m richiede in genere 3–5 anni partendo da piantine di 40–60 cm.
  • Un esemplare ad alberello, che raggiunge 2,5–3 m, richiede circa 6–8 anni in buona esposizione e con potature leggere.
  • Talea radicata: impiegherà circa 4–6 mesi e le prime foglie saranno utilizzabili già nel primo anno.
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Come si coltiva l'alloro in vaso

L’alloro in vaso è perfetto per balconi e terrazzi: profuma, arreda e fornisce foglie fresche tutto l’anno. Ecco, quindi quali sono tutti i trucchi per far crescere la pianta rigogliosa:

  • Servono 30–35 cm di diametro per una piantina giovane. La terracotta è il materiale più adatto per il vaso.
  • Il substrato ideale è composto da terriccio universale di qualità e il 20–30% sabbia o pomice.
  • L’esposizione dovrebbe essere al sole o, al massimo, in penombra luminosa. Evita i riflessi di luce, soprattutto su balconi esposti al sud.
  • L’irrigazione ideale è regolare ma non frequente, bagna quando i primi 3–4 cm di terriccio sono asciutti.
  • Considera, poi, un rinvaso ogni 2–3 anni, aumentando il diametro di 4–6 cm o rinnovando il 30% del terriccio.
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Come piantare l'alloro per talea?

La talea di alloro è un metodo affidabile e veloce per moltiplicare piante identiche alla madre. Il periodo migliore è fine estate-inizio autunno, per talee semi legnose, o tarda primavera. Per creare un’ottima talea taglia una porzione di ramo lunga 10–12 cm con 2–3 nodi. Effettua un taglio netto e obliquo sotto un nodo.

In seguito, per la radicazione, intingi la base in ormone radicante (e inserisci in un mix leggero di torba e perlite/pomice 1:1. Mantenendo una temperatura di 18-22 gradi e luce intensa, potrai vedere le prime radici comparire i 6-10 settimane.

Piantare l'alloro porta male?

La sfortuna che l’alloro causerebbe in casa è in realtà un falso mito. Anzi, nella cultura mediterranea il Laurus nobilis è simbolo di vittoria, protezione e saggezza. Non a caso per le lauree si offre una corona di alloro. In giardino è una presenza benefica: attira insetti e uccelli impollinatori quando fiorisce, profuma l’aria e offre un’erba aromatica preziosa in cucina. Importante, però, è non confondere l’alloro con il lauroceraso che può essere velenoso e che non va usato in cucina.

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