La gestione delle fatture e delle certificazioni relative ai lavori edilizi è una componente fondamentale per ottenere le agevolazioni fiscali. In questo più ampio contesto è importante sapere quali siano i documenti da conservare per la detrazione sulla ristrutturazione: grazie ad essi, infatti, si potranno attestare le spese sostenute e la regolarità dei lavori eseguiti. In caso di accertamenti, l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere l’esibizione di una serie di documenti per tutta la durata della detrazione (10 anni) e per i successivi cinque.
Quanto tempo conservare i documenti di ristrutturazione
La documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione deve essere conservata per 15 anni, in modo tale da poter soddisfare qualsiasi tipo di richiesta da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tecnicamente parlando la normativa fiscale del nostro Paese prevede che la documentazione fiscale venga conservata per i cinque anni successivi rispetto al periodo d’imposta nel quale si è usufruito della detrazione.
A questa tempistica, però, si va a sommare il lungo periodo nel quale si beneficia delle agevolazioni, che nella maggior parte dei casi sono ripartite in dieci rate annuali. Questo significa, molto semplicemente, che i controlli fiscali possono essere effettuati fino a cinque anni dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale è stata inserita l’ultima rata della detrazione per la ristrutturazione di casa.
I documenti che devono essere conservati per i bonus
La documentazione relativa al bonus ristrutturazione - così come per gli altri interventi edilizi agevolati - deve essere conservata per un lungo periodo. In questo contesto è opportuno conservare quella corretta, in modo da averla a disposizione a fronte di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. I documenti più importanti da conservare sono:
- i titoli abilitativi, tra i quali rientrano una copia della Cila, della Scia o del permesso di costruire, a seconda della tipologia di intervento che è stato effettuato;
- fatture e ricevute: ci riferiamo a tutti i documenti fiscali connessi alle spese che sono state sostenute e che, obbligatoriamente, devono essere state intestate al beneficiario della detrazione oltre a riportare una descrizione precisa e dettagliata dei lavori che sono stati eseguiti;
- la documentazione dei pagamenti, ossia le ricevute dei bonifici (bancari o postali) parlanti, al cui interno devono essere contenuti: la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partita Iva del beneficiario del pagamento.
Documenti catastali
È importante, inoltre, conservare i documenti catastali e di proprietà, tra i quali rientrano:
- una copia della visura catastale;
- nel caso in cui l’immobile non sia stato ancora censito, la domanda di accatastamento;
- l’atto di acquisto, di assegnazione o il preliminare di vendita. Nel caso in cui i lavori non siano stati effettuati dal detentore, il consenso del proprietario.
Altra documentazione da conservare
Tra i documenti da conservare sono importanti le comunicazioni effettuate agli enti locali e le asseverazioni:
- una ricevuta della raccomandata con avviso di riscossione inviata all’Azienda Sanitaria Locale (Asl);
- nel caso in cui l’intervento dovesse richiedere la comunicazione all’Enea - sono quelli di efficientamento energetico - è necessario conservare una ricevuta telematica dell’invio e la scheda descrittiva dell’intervento;
- potrebbe, inoltre, essere necessario conservare il Durc - Documento Unico di Regolarità Contributiva - dell’impresa che ha effettuato i lavori.
Quali documenti conservare per lo sconto in fattura
L’elenco dei documenti che abbiamo fornito fino a questo momento devono essere conservati anche per chi ha ottenuto lo sconto in fattura. In questo caso è necessario tenere copia dell’intera documentazione per almeno dieci anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui sono state sostenute le spese.
Anche in questo caso, infatti, potrebbe essere necessario giustificare i costi sostenuti quando ci sono dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Detrazioni fiscale in condominio, cosa bisogna conservare
Quando vengono effettuati dei lavori in condominio è necessario conservare la documentazione tecnica e amministrativa relativa al bonus che è stato utilizzato. Questi documenti devono essere esibiti in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso devono essere conservati:
- la fatture e le ricevute fiscali che riportino la descrizione dettagliata dell’intervento e i dati del condomino/condominio;
- le ricevute dei bonifici parlanti, che attestano che i pagamenti sono stati effettuati;
- una certificazione rilasciata dall’amministrazione attraverso la quale, ogni anno, venga attestato l'ammontare totale e delle spese sostenute dal condominio e la quota parte imputabile al singolo condominio, con i relativi dati identificativi.
Quando si perde il diritto a detrarre i lavori di ristrutturazione
La conservazione della documentazione è un must per mettersi al riparo da eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Gestire le varie pratiche alla perfezione è importante per poter detrarre nel corso tempo i lavori di ristrutturazione che sono stati effettuati. Ecco quali sono i casi più importanti che possono far perdere il diritto alla detrazione:
- violazione delle norme urbanistiche ed edilizia: quando gli interventi realizzati sono abusivi - perché non sono stati ottenuti i titoli abilitativi necessari o perché sono stati realizzati in difformità - le agevolazioni fiscali decadono;
- mancata o errata documentazione: non conservare o presentare la documentazione richiesta - quella che abbiamo visto in precedenza - quando l’Agenzia delle Entrate effettua dei controlli fa perdere le agevolazioni;
- bonifici non parlanti: usare dei metodi di pagamento non previsti dalla normativa o non indicare il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva/codice fiscale dell’impresa fa perdere il diritto alla detrazione;
- soggetto non Irpef o senza titolo idoneo: le agevolazioni fiscali spettano unicamente ai contribuenti Irpef, che detengono un titolo idoneo sull’immobile. Quando dovessero mancare questi due requisiti si perde il diritto al beneficio;
- cessione dell’immobile: nel caso in cui l’immobile venga ceduto, le rate residue della detrazione passano in modo automatico all’acquirente, sempre che nell’atto di compravendita non sia previsto qualcosa di diverso;
- mancata comunicazione Enea: quando è necessario trasmettere all’istanza all'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori, non farlo può comportare la decadenza del beneficio.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account