Dal 2026 il nuovo codice degli incentivi semplifica e digitalizza gli aiuti alle imprese. Scopri tutto quello che c’è da sapere
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Il Codice degli incentivi, introdotto dal Decreto Legislativo n. 184/2025 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2025, è efficace a partire dal 1° gennaio 2026. Il nuovo codice degli incentivi riorganizza l’insieme delle misure di sostegno alle imprese italiane attraverso un sistema unitario, digitale e improntato alla chiarezza, fondato sui principi di semplificazione, digitalizzazione e trasparenza. Il nuovo impianto assicura, inoltre, il coordinamento tra gli aiuti nazionali e le risorse europee, escludendo i settori forestale, dell’agricoltura e della pesca.

Cos’è il nuovo codice degli incentivi

Il nuovo codice degli incentivi è stato emanato dal Governo in attuazione della legge delega n. 160 del 27 ottobre 2023, che aveva dato indicazioni per la revisione del sistema di incentivi alle imprese e ai lavoratori autonomi. Il codice degli incentivi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 dicembre 2025, è in vigore dall’1 gennaio 2026. 

Il testo del nuovo codice degli incentivi si compone di 28 articoli che coprono l’intero ciclo di vita degli incentivi: pianificazione, progettazione, attuazione, comunicazione, controllo e valutazione. In sostanza, viene ridefinito il quadro relativo all’intero sistema delle agevolazioni pubbliche in Italia, superando la frammentazione normativa che ha caratterizzato per anni il rapporto tra Stato, imprese e cittadini. 

Il codice degli incentivi si propone quindi come un testo unico, capace di offrire una disciplina chiara, stabile e facilmente consultabile, tanto da diventare un punto di riferimento concreto per imprese, investitori e pubbliche amministrazioni, rafforzando così un rapporto diretto ed efficiente tra questi soggetti. 

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Obiettivi e ambito di applicazione del codice incentivi 2026

L’obiettivo di fondo del codice incentivi 2026 è quello di semplificare, armonizzare e razionalizzare l’intero sistema delle agevolazioni pubbliche per le imprese. In quest’ottica, tramite l’introduzione di una norma organica unica, tre sono i pilastri cardine su cui si impernia il decreto: 

  • semplificazione: attraverso regole comuni e procedure standardizzate, il codice riduce l’incertezza interpretativa e facilita l’accesso alle misure di sostegno;
  • trasparenza: rendere chiari i criteri di ammissibilità, le modalità di selezione e i tempi di erogazione delle risorse. Questo aspetto è essenziale per garantire equità e per rafforzare la fiducia di imprese e cittadini nei confronti delle istituzioni;
  • digitalizzazione: trasformazione profonda delle modalità con cui si programmano, pubblicano, presentano e gestiscono gli incentivi pubblici.

Quanto all’ambito di applicazione, le disposizioni contenute nel codice incentivi 2026 sono valide in tutta la penisola, quindi anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano, con conseguente adattamento dei rispettivi statuti. Le agevolazioni soggette alla disciplina del codice sono attribuite in una delle seguenti forme: 

  • contributo a fondo perduto;
  • garanzie su operazioni finanziarie;
  • finanziamenti agevolati e altri strumenti rimborsabili;
  • interventi nel capitale di rischio;
  • agevolazioni fiscali e contributive;
  • altre forme disciplinate dal bando.

Codice degli incentivi: il Sistema incentivi Italia

L’architettura operativa della riforma è rappresentata dal “Sistema incentivi Italia”, un catalogo integrato di servizi che saranno resi disponibili attraverso strumenti già esistenti e destinati a essere potenziati: la piattaforma Incentivi.org.it e il Registro nazionale degli aiuti di Stato (Rna).

Tra i servizi si segnala in particolare l’elaborazione di schemi di bando-tipo, ossia standardizzati, per garantire uniformità nelle procedure e consentire alle amministrazioni di adottare schemi già validati, riducendo il rischio di errori e garantendo maggiore certezza giuridica ai partecipanti.

I bandi possono prevedere dei criteri di premialità, alla luce dei quali i progetti non vengono valutati solo in base ai requisiti minimi di ammissibilità, ma anche in funzione del loro valore aggiunto. Sono premiate, ad esempio, le imprese che assumono giovani, donne e persone con disabilità, o che investono nella valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura. 

In generale, le premialità possono assumere forme diverse, come punteggi aggiuntivi in fase di valutazione, intensità di aiuto più elevate o accesso prioritario alle risorse. Questo meccanismo consente di indirizzare gli incentivi verso progetti di maggiore qualità, aumentando l’impatto complessivo della spesa pubblica.

Decreto incentivi: le novità salienti

Diversi sono le novità introdotte dal Codice incentivi 2026 e una delle più attese è senza dubbio quella contenuta nell’articolo 10, nel quale si legge che i lavoratori autonomi partecipano ai bandi alle stesse condizioni previste per le PMI, ad esclusione dei requisiti non richiesti per l’esercizio della loro attività. 

Il decreto incentivi prevede, inoltre, tra le novità più rilevanti, nuovi strumenti di programmazione e coordinamento: il programma degli incentivi e il tavolo permanente degli incentivi. 

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Programma degli incentivi

Si tratta di uno strumento di pianificazione strategica che ogni amministrazione responsabile centrale deve adottare nell’ambito del nuovo codice, al fine di organizzare in modo chiaro e trasparente tutta l’offerta di incentivi pubblici sotto la competenza di ciascuna amministrazione, con obiettivi e risorse ben definiti. Nel programma devono essere indicati: 

  • gli obiettivi strategici di sviluppo;
  • gli incentivi da destinare alla realizzazione degli obiettivi;
  • il cronoprogramma di attuazione, con tempi previsti per l’attivazione e la gestione delle misure;
  • il quadro finanziario, con l’indicazione delle risorse disponibili e delle modalità di impiego per ciascun incentivo.

Il tavolo permanente degli incentivi

Come spiegato nell’articolo 5 del Decreto incentivi, il tavolo permanente degli incentivi è una sede stabile di confronto istituzionale tra Stato, Regioni e Province autonome. Il tavolo è convocato almeno due volte l’anno, dopo la manovra di bilancio, e, comunque, entro il 31 gennaio di ciascun anno, ed entro il 31 luglio per l'avvio delle attività di programmazione. Le funzioni principali del tavolo sono:

  • confronto periodico sulle strategie e gli indirizzi comuni relativi agli incentivi;
  • coordinamento delle scelte di programmazione e attuazione dei programmi di incentivi;
  • eventuale definizione di accordi o linee guida condivise per l’attivazione e la gestione delle agevolazioni;
  • scambio informativo e monitoraggio congiunto delle misure in corso.
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