Dopo anni avari di neve e pioggia, finalmente l’Appennino può tirare una boccata d’ossigeno. Il primissimo scorcio del 2026 ha riservato diverse ondate di maltempo, pioggia e neve, uno scenario che nei recenti inverni era diventato un’autentica rarità. La neve è arrivata soprattutto oltre i 1800 metri lungo l’Appennino, ma sono presenti accumuli interessanti anche a 1500 metri, anche in Abruzzo. Dopo inverni da dimenticare, è tornata la neve a Campo Imperatore con accumuli più dignitosi e consoni al luogo, ed altra neve arriverà nelle prossime settimane.
Neve a Campo Imperatore, ecco perché è di casa
Campo Imperatore si trova nel cuore del massiccio del Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’altopiano si estende a una quota media compresa tra i 1600 e i 2100 metri, mentre le aree dove sciare a Campo Imperatore superano i 2100 metri di altitudine, ai piedi delle pareti settentrionali del Corno Grande, la vetta più alta dell’Appennino con i suoi 2912 metri.
Dal punto di vista geografico e climatico, Campo Imperatore viene spesso definito il “Piccolo Tibet italiano”, un soprannome tutt’altro che casuale. L’altopiano è ampio, spoglio, ventoso, privo di boschi estesi e caratterizzato da forti escursioni termiche. In questi altipiani il fenomeno dell’irraggiamento domina tutto l’anno. In inverno il clima è decisamente rigido, con temperature frequentemente sottozero anche di giorno e con un ruolo determinante giocato dal vento, che modella il manto nevoso in modo molto irregolare.
Situazione attuale del manto nevoso
Tra dicembre e gennaio la neve ha ammantato Campo Imperatore a più riprese, contribuendo alla formazione di un manto nevoso interessante soprattutto alle quote più alte. Si registrano accumuli di oltre 1 metro al di sopra dei 1900–2000 metri, fino a 40 cm di neve attorno ai 1600 metri.
La qualità della neve, allo stato attuale, è prevalentemente fredda e compatta, con caratteristiche che variano sensibilmente nell’arco della giornata. Al mattino domina una neve dura, spesso ghiacciata in superficie a causa delle forti gelate notturne; nelle ore centrali, se il sole è presente e il vento si attenua, può ammorbidirsi leggermente sui versanti meglio esposti. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di neve polverosa recente, ma di una neve lavorata dal tempo, molto resistente, che garantisce comunque una buona tenuta sulle piste e una base solida in quota.
Arriverà altra neve? La tendenza per le prossime settimane
Arriverà altra neve nel prosieguo dell’inverno? La tendenza meteo delle prossime settimane parla chiaro: l’alta pressione avrà enormi difficoltà ad imporsi nel Mediterraneo, ragion per cui scorreranno con facilità nuove perturbazioni, anche veri e propri treni perturbati provenienti dall’Atlantico. In scenari del genere l’Appennino dà il meglio di sé, soprattutto oltre i 1600–1700 metri di quota, quando le sciroccate non sono estreme.
Il vento di scirocco, assieme a quello di libeccio, potrebbe rappresentare l’unico vero problema per il manto nevoso dell’Appennino abruzzese. In caso di raffiche troppo forti e tiepide potrebbe giungere la pioggia fino ad altissima quota, ma si tratta di eventi rari e rapidi, subito seguiti da bruschi cali di temperatura e nevicate copiose. Le sciroccate sono il rischio da correre in presenza di perturbazioni atlantiche molto vigorose, ma per l’Appennino restano grandi occasioni per vedere precipitazioni degne di nota. Riepilogando:
- Sono previste almeno due perturbazioni entro fine Gennaio, entrambe capaci di portare forti nevicate.
- Neve soprattutto oltre i 1600–1700 metri.
- Altre perturbazioni confermate a Febbraio.
Una piccola pausa è probabile a inizio febbraio, dopodiché nuove perturbazioni atlantiche potrebbero regalare altri episodi nevosi. Da non tralasciare la presenza del gelo dell’Est, sempre pronto a gettarsi nel Mediterraneo da un momento all’altro. Fino a inizio febbraio questo gelo non avrà modo di raggiungere l’Italia, ma nel corso del mese il gran freddo potrebbe trovare più facilmente sbocchi verso ovest, una possibilità da prendere seriamente in considerazione in un inverno dinamico e ricco di sorprese, come non accadeva da anni.
Mai sottovalutare le condizioni meteo
Insomma, Campo Imperatore potrebbe ricevere la visita della neve ancora in molte occasioni entro il termine dell’inverno. Il manto nevoso crescerà principalmente oltre i 1900–2000 metri di altitudine, tanto da poter raddoppiare rispetto alla situazione attuale. A quote più basse, invece, si potrebbero osservare oscillazioni termiche più frequenti, con variazioni marcate del manto nevoso.
Durante il passaggio delle perturbazioni le condizioni meteo possono cambiare rapidamente: la visibilità può ridursi drasticamente in caso di nebbia o bufere di neve e il vento può rendere proibitive anche situazioni che sulla carta sembrerebbero tranquille. È uno di quei luoghi dove la montagna va letta e rispettata, perché l’ambiente aperto e privo di riferimenti può diventare ostile in poco tempo.
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