Nel cuore di Torre del Greco, su una collina con vista sul Golfo di Napoli, sorge uno dei complessi conventuali più importanti e ricchi dal punto di vista storico della città vesuviana, il Monastero degli Zoccolanti. Fondato nella seconda metà del Cinquecento dai frati francescani osservanti, questo monastero ha attraversato secoli di storia, sopravvivendo a eruzioni devastanti e a diverse trasformazioni sociali, per trovarsi però oggi in uno stato di abbandono.
La storia del Monastero degli Zoccolanti a Torre del Greco
La fondazione del monastero risale al 1° maggio 1578 da parte di frate Domenico Della Torre. I frati che lo abitarono appartenevano all'Ordine dei Francescani Osservanti, conosciuti come "zoccolanti" per via delle particolari calzature in legno che indossavano; così, il convento viene realizzato su una collina a circa 50 metri sul livello del mare, vicino all'antica porta di Capotorre, come luogo di preghiera, studio e assistenza alla popolazione, in linea con la missione francescana di vicinanza ai poveri e ai bisognosi.
Nel corso del Seicento, il monastero acquisì un ruolo culturale di primo piano, trasformandosi in un rinomato centro di studi umanistici e teologici, frequentato da chi aspirava alla carriera ecclesiastica.
Il ruolo del Vesuvio e gli usi del monastero, fino ad oggi
Il complesso sopravvisse alle devastanti eruzioni del Vesuvio del 1631 e del 1794. Mentre durante la prima rimase praticamente integro, la seconda eruzione fu particolarmente drammatica: la lava circondò l'edificio innalzando il livello stradale di sei metri e seppellendo l'ingresso originale (ancora oggi visibile); inoltre, la chiesa venne invasa dalla colata incandescente e il convento subì danni gravissimi.
La comunità francescana abitò il monastero fino al 22 settembre 1811, quando un decreto reale del periodo napoleonico ne ordinò la soppressione. Il complesso passò attraverso vari utilizzi: dal 1813 ospitò una fabbrica di verderame al piano terra e una caserma militare al piano superiore, fino a quando, nel 1822, re Ferdinando I di Borbone lo concesse alla Famiglia della Visitazione.
Il canonico Pasquale Lombardo intraprese un lungo restauro durato quasi due anni, e il 19 giugno 1825 l'edificio divenne sede dell'orfanotrofio fondato due anni dopo l'eruzione del Vesuvio del 1794 per accogliere le bambine rimaste orfane; così, l'istituzione si trasformò progressivamente in una scuola, aperta anche a studentesse esterne. Nel 1923 subentrò la Congregazione delle Suore dell'Addolorata e della Santa Croce, che mantennero la funzione educativa del complesso fino a diventarne proprietarie nel 1987.
Oggi, nonostante il suo inestimabile valore storico e artistico, il monastero versa in uno stato di totale abbandono e degrado.
L'architettura del Monastero degli Zoccolanti: com'è
L'architettura segue il modello conventuale francescano classico: una corte centrale circondata da un porticato al piano terra, con il primo piano dedicato interamente alla vita religiosa e alle celle dei religiosi. Il chiostro è stato progettato con cinque arcate per lato, sostenute da robusti pilastri a delimitare un cortile quadrato al cui centro vi era un pozzo in pietra lavica, elemento funzionale e simbolico della vita conventuale.
Al piano inferiore trovavano spazio le cucine con ampi focolai ed enormi cappe, una chiesa (la chiesa della Madonna delle Grazie) che dopo il terremoto del 1650 fu ricostruita più piccola, un grande refettorio, il cimitero e alcune camere di degenza. Poi, attorno al complesso si estendeva un ampio giardino dove i frati coltivavano ortaggi e la vite.
I dipinti all'interno del convento
Di grande rilievo artistico vi era il piano terra, lungo le pareti dei portici, dove venne realizzato un ciclo di affreschi dedicato alla vita di San Francesco: ben ventisette grandi pannelli colorati che raccontano - ciascuno con una didascalia - la storia del santo, dalla vocazione all'incontro con il lupo di Gubbio, passando per l'episodio del Crocifisso di San Damiano.
Gli affreschi vengono attribuiti al pittore Angelo Mozzillo, allievo di Giuseppe Bonito, che lavorò in numerose chiese campane. Tra i pannelli più significativi ne spicca uno con le monache clarisse e, di fronte all'ingresso principale, c'è una rappresentazione della Madonna tra nuvole, fanciulli e suggestivi giochi di colore.
Dove si trova il Monastero degli Zoccolanti
Il Monastero degli Zoccolanti si trova in via Madonna del Principio, in pieno centro di Torre del Greco, proprio vicino la villa comunale. L'accesso avviene da via Diego Colamarino: da qui si prosegue a piedi lungo via Madonna del Principio.
Lo si può raggiungere anche con i trasporti pubblici: la stazione della Circumvesuviana dista circa 700 metri dal monastero ed è servita dai treni provenienti sia da Napoli che da Sorrento; in alternativa, da Napoli parte un autobus per Scafati, con fermata in via Circonvallazione. Tra l'altro, per chi passa da Torre del Greco - conosciuta come la città del corallo - vi sono numerosi punti di interesse da vedere tra cui Villa delle Ginestre, una delle dimore storiche di Giacomo Leopardi.
Si può visitare il Monastero degli Zoccolanti?
Il Monastero degli Zoccolanti è chiuso definitivamente: la struttura è completamente inaccessibile al pubblico, versa in condizioni di assoluto abbandono e pertanto non si può visitare.
Parti della recinzione sono crollate, le strutture mostrano segni evidenti di degrado e anche se la questione del recupero del complesso è stata oggetto di dibattito politico per anni, nessuna iniziativa è stata mai concretizzata.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account