L'investimento è pari a 200 milioni di euro e i lavori inizieranno nel secondo semestre del 2027
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Nuovo quartiere Supernova
Nuovo quartiere Supernova Supernova

Un investimento di 200 milioni di euro. Aree verdi. Spazi pubblici. Percorsi ciclopedonali. Edifici energeticamente efficienti con funzioni residenziali, ricettive, commerciali e terziarie. Una nuova stazione lungo la linea ferroviaria S13 per Milano. Tutto questo – e molto altro – sarà il nuovo quartiere Supernova, che prenderà vita grazie al progetto di riqualificazione dell’ex area Necchi, storica industria del Novecento che produceva macchine da cucire, a Pavia. I lavori partiranno nel secondo semestre del 2027 e punteranno a rigenerare questo spazio da tempo abbandonato.

Come riportato dal Corriere della Sera, in occasione della presentazione del progetto di riqualificazione dell’ex Necchi, promosso dalla società Supernova e sviluppato da Arup, il sindaco di Pavia, Michele Lissia, ha spiegato: “Questa è un’area dismessa che per troppo tempo è rimasta ai margini. Riportare la Necchi dentro la città significa rigenerare un vuoto urbano e restituire sicurezza, qualità e connessioni a un quadrante strategico di Pavia”. 

Lissia ha quindi aggiunto: “Occorre massimizzare il valore sociale e urbanistico dell’operazione con un intervento equilibrato che preveda: la presenza di edifici di edilizia convenzionata che garantiscano accessibilità e opportunità; una parte commerciale che si coniughi con il recupero di una porzione storica dell’area, valorizzando la memoria industriale come uno degli elementi identitari del futuro quartiere. La presenza di una significativa quota di verde urbano funzionale e di spazi pubblici vivibili dalla cittadinanza. Connessioni fortemente improntate alla mobilità sostenibile”.

Il masterplan sviluppato dallo studio professionale Arup prevede la trasformazione dei 112mila metri quadrati compresi tra il corso del Naviglio e la linea ferroviaria Pavia-Milano. Nello specifico, come riportato da La Provincia Pavese, “il masterplan prevede un viale che taglia l’area in diagonale partendo da un punto a nord ovest, dove verrà realizzata la piazza delle Connessioni (vicina alla futura nuova stazione della linea S13) a sud est, dove invece sorgerà la piazza Zanuso, dedicata alla memoria dell’architetto che progettò uno dei pochi edifici che non verranno demoliti. A metà della diagonale verrà realizzata la piazza della Memoria. Oltre al capannone Zanuso, vincolato dalla Soprintendenza e destinato a ospitare un centro commerciale, del profilo della ex Necchi resteranno in piedi la ciminiera, su richiesta dell’ex sindaco Fabrizio Fracassi e la palazzina che ospitava gli uffici e che affaccia su viale Repubblica”.

Ex area Necchi
Ex area Necchi Supernova

Sul sito di Supernova, la società proprietaria dell’area, si legge: “Dalla rigenerazione dell’ex area Necchi nascerà il quartiere Supernova che con un mix funzionale darà vita a un nuovo luogo sostenibile, efficiente, attrattivo, sicuro e inclusivo. Sarà un quartiere improntato alle esigenze dell’abitare contemporaneo, in cui spazi ibridi e flessibili permetteranno di vivere meglio. La mixité urbaine, sinonimo di qualità della vita, è garantita dalla presenza di funzioni residenziali e ricettive, commerciali e terziarie, oltre che dalla presenza di spazi pubblici, orti urbani e aree verdi”.

E ancora: “Il cuore del quartiere sarà car free, con piazze e un percorso ciclopedonale interno, posto in diagonale lungo l’intera area, che entrerà in connessione con la pista ciclabile del Naviglio Pavese e la nuova Ciclovia VenTo. Il masterplan prevede edifici energeticamente efficienti, in linea con i più alti livelli di certificazione LEED, WELL e WiredScore. La prevista stazione ferroviaria con fermata della linea S13 e il nuovo sottopasso ciclopedonale, avente funzione di ricucitura urbana, permetterà di raggiungere Milano Rogoredo in 18’”.

La Necchi e la macchina da cucire

L’ex industria Necchi è stata fondata a Pavia nel 1835 da Ambrogio Necchi. In un primo momento è stata un’azienda di meccanica e ferramenta, poi – negli Anni ‘20 del Novecento – ha iniziato a produrre macchine da cucire. Con il processo di deindustrializzazione degli Anni ’80 l’area è stata dismessa.

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