I bonifici sono ormai da tempo operazioni molto diffuse, ma è bene prestare la dovuta attenzione, onde evitare problemi di naturale fiscale. Anche il bonifico tra parenti è nel mirino del Fisco e spesso sorgono dubbi in merito ai controlli e ai limiti da rispettare.
Quando un bonifico viene segnalato al Fisco e quali sono i casi che attirano l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate? È importante sapere qual è il limite massimo per i bonifici tra familiari e se esistono soglie oltre le quali scattano verifiche automatiche. Un ruolo chiave è giocato anche dalla causale: quale mettere in un bonifico tra parenti per scongiurare problemi o contestazioni?
Quando un bonifico viene segnalato al Fisco?
I bonifici bancari sono uno degli strumenti di pagamento più utilizzati per prestiti informali, regali, aiuti economici o semplici trasferimenti di denaro. In Italia è permesso all’Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza di accedere alle informazioni bancarie e finanziarie di qualsiasi contribuente.
Spesso le autorità effettuano controlli per contrastare l’evasione fiscale e in generale per verificare la liceità delle operazioni effettuate. Anche i bonifici sono oggetto di attenzione in tal senso, ma ciò non significa che siano automaticamente segnalati al Fisco.
La legge di bilancio 2023 ha stabilito che al superamento della soglia dei 5.000 euro, per ogni bonifico è previsto l’obbligo di segnalazione della transazione all’UIF, l’Unità di segnalazione finanziaria della Banca d’Italia, ma questo non comporta in automatico un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti a trasmettere periodicamente i dati dei rapporti finanziari, come conti correnti e movimenti, all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari. Particolare attenzione è rivolta ai bonifici da e per l’estero, per i quali la soglia per il monitoraggio fiscale è 15.000 euro, oltre cui scatta l’obbligo di comunicazione da parte degli intermediari. In generale un bonifico può attirare l’attenzione del Fisco se:
- l’importo è elevato rispetto al reddito dichiarato;
- i movimenti sono frequenti e non giustificati;
- il bonifico non ha una causale chiara;
- il destinatario non riesce a dimostrare l’origine lecita del denaro.
Qual è il limite massimo per i bonifici tra familiari?
Spesso può capitare che il bonifico sia indirizzato a un familiare e in questi casi sorge spesso una domanda: qual è il limite per un bonifico tra parenti? La risposta a questo interrogativo potrebbe anche sorprendere, visto che di fatto non esiste alcuna soglia massima prestabilita per il trasferimento di denaro tra familiari.
In sostanza, è possibile effettuare un bonifico anche di somme elevate, a patto però che la transazione sia tracciabile, l’operazione sia lecita e l’origine del denaro sia dimostrabile. Se da una parte c’è libertà di azione nel trasferimento di somme di denaro e non ci sono limiti per i bonifici tra familiari, dall’altra è bene fare attenzione quando gli importi sono particolarmente elevati, visto che in tal caso potrebbero entrare in gioco altre norme, come quelle sulle donazioni.
In particolare, le donazioni di modico valore non richiedono formalità, ma quando sono di importo elevato, se non formalizzate con atto notarile, possono essere contestate, senza trascurare il fatto che al superamento di determinate franchigie, ad esempio tra genitori e figli, può essere dovuta l’imposta di donazione.
Che causale mettere in un bonifico tra parenti
In un bonifico tra parenti è importante curare due aspetti in particolare: uno è l’importo e l’altro è la causale, per la quale è bene seguire delle regole ben precise, visto che spiegando in maniera chiara il motivo dell’operazione, si possono evitare contestazioni da parte del Fisco. Quale causale per un bonifico tra familiari?
Inserire una causale generica come “bonifico” o “trasferimento fondi” è fortemente sconsigliato. Meglio indicare sempre una descrizione chiara e coerente con la reale motivazione del pagamento, specificando anche il rapporto di parentela. Alcuni esempi sono:
- donazione a favore del figlio;
- prestito infruttifero familiare;
- contributo spese familiari;
- regalo per acquisto prima casa;
- rimborso spese anticipate.
Non diverse le indicazioni da seguire per la compilazione, ad esempio, della causale di un bonifico tra fratelli. Trattandosi sempre di un trasferimento di soldi tra familiari, è bene spiegare in maniera chiara il motivo, onde evitare accertamenti fiscali, quindi si può scrivere ad esempio “regalo”, se si tratta appunto di una donazione, o “prestito infruttifero” nel caso in cui i soldi andranno restituiti senza interessi.
Cosa cambia per i bonifici tra parenti?
Quando si parla di trasferimento di soldi tra parenti, non esiste una regola speciale di per sé che proibisca o limiti l’uso del bonifico, ma ci sono regole fiscali e di documentazione da conoscere, visto che negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione del Fisco su questi movimenti.
Quello che cambia, per così dire, per i bonifici tra parenti, è che un importo ricevuto da un familiare non è automaticamente considerato reddito imponibile. A ribadirlo è stata la giurisprudenza recente e in particolare la sentenza n. 4378/2024 della Corte tributaria pugliese.
Quest’ultima ha chiarito che i bonifici o trasferimenti di denaro tra familiari stretti non costituiscono reddito, a patto che il contribuente provi con adeguata documentazione la natura non reddituale dei versamenti ricevuti sul proprio conto corrente.
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