La pietra pomice è un rimedio naturale efficace per rimuovere il calcare da alcune superfici: ecco come usarla nel modo giusto.
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pietra pomice per pulizia sanitari
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Gabriella Dabbene (Collaboratore di idealista news)

Quando si pulisce casa, la presenza di calcare sulle superfici è uno dei problemi più comuni: quando i detergenti tradizionali falliscono e queste inestetiche incrostazioni persistono su sanitari e rubinetti, serve un approccio diverso. Un metodo che si rivela efficace in tal senso è l'uso della pietra pomice per togliere il calcare: è un prodotto naturale, economico e sorprendentemente potente contro i depositi di calcare più tenaci, capace di agire meccanicamente dove la chimica non arriva.

Perché la pietra pomice toglie il calcare

La pietra pomice è una roccia vulcanica porosa e leggera, formata dal rapido raffreddamento della lava ricca di gas. La sua struttura leggermente abrasiva permette di rimuovere i depositi di carbonato di calcio per sfregamento, senza ricorrere a prodotti chimici più aggressivi: a differenza degli acidi che sciolgono il calcare, la pomice lo va staccando man mano dalla superficie, rendendo nuovamente liscia la zona trattata.

L'efficacia è maggiore quando il deposito di calcare viene ammorbidito prima di intervenire, poiché farlo riduce la pressione necessaria e il rischio di graffiare la superficie sottostante. La pomice funziona particolarmente bene su incrostazioni stratificate e compatte, come quelle che si formano nella tazza del water o lungo i bordi dei lavandini, dove l'acqua evapora ripetutamente lasciando residui sempre più spessi.

Una pietra pomice
deltalimatrieste, Pubblico Dominio / Wikimedia Commons

Su quali materiali e superfici si può usare la pietra pomice

La pietra pomice come rimedio anticalcare trova il suo impiego ideale sulla ceramica sanitaria vetrificata, che si utilizza solitamente per WC, bidet e lavandini: questo materiale è in grado di reggere bene un'azione abrasiva moderata, purché la pomice sia sempre bagnata durante l'uso. In generale, i materiali compatibili con la pomice sono:

  • ceramica vetrificata;
  • marmo (solo con pomice in polvere mescolata con acqua, una spugna morbida e movimenti leggeri);
  • griglie del forno e del barbecue.

Diverso è il caso di altri materiali che potrebbero opacizzarsi o rigarsi in modo permanente anche con un trattamento delicato della superficie; tra i materiali non compatibili con la pietra pomice rientrano:

  • acciaio inox e superfici metalliche lucide;
  • plastica;
  • smalto;
  • finiture opache o particolari.

Cosa fare prima di usare la pietra pomice contro il calcare

La preparazione della superficie da trattare con la pietra pomice accorcia i tempi di lavoro e permette di ottenere risultati uniformi; ignorare questa fase significa dover esercitare una pressione maggiore, aumentando il rischio di causare danni. Tra le cose da fare:

  • Rimuovere lo sporco superficiale con acqua e un detergente neutro, per vedere meglio dove si trovano le incrostazioni vere e proprie.
  • Ammorbidire i depositi di calcare più spessi con una miscela di aceto e bicarbonato lasciata agire alcuni minuti, per sciogliere lo strato più esterno del calcare e facilitare la rimozione successiva.
  • Indossare dei guanti protettivi, anche se si utilizzano solo ingredienti naturali.
  • Accertarsi che l'ambiente sia ben ventilato.
  • Tenere a portata di mano una spugna morbida per risciacquare e verificare i progressi tra un'applicazione e l'altra.
pulizia lavandino bagno
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Come eliminare il calcare incrostato con la pietra pomice

Il calcare tende a depositarsi e accumularsi sul WC in modo diverso rispetto agli altri sanitari come bidet e lavandino, che spesso presentano anche finiture particolarmente delicate; di conseguenza è necessario adottare un approccio differenziato tra questi elementi, per essere certi di rimuoverlo in modo davvero efficace e senza rovinare le superfici.

Come si usa la pietra pomice per pulire il WC

Nel WC il calcare genera croste dense lungo la linea dell'acqua o all’interno della tazza. Per prima cosa bisogna bagnare abbondantemente la pietra pomice prima dell'uso: lavorare a secco causerà quasi certamente dei graffi.

Solo in seguito si può procedere, con gesti brevi ed esercitando una pressione moderata e uniforme per far cedere l'incrostazione di calcare gradualmente, senza cercare di rimuoverla tutta in un solo gesto; man mano che lo spessore diminuisce, si consiglia di ridurre la forza esercitata fermandosi periodicamente per risciacquare e valutare la situazione. Si tratta di uno dei metodi per togliere il calcare dal WC senza troppi sforzi.

pulizia di un WC in ceramica
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Usare la pietra pomice per togliere il calcare da lavandini e bidet

Di solito lavandini e bidet presentano macchie di calcare meno concentrato ma più esteso, soprattutto attorno agli scarichi e alle zone di ristagno; anche in questo caso, comunque, bisogna:

  • mantenere la pietra pomice bagnata;
  • effettuare dei movimenti costanti esercitando una pressione moderata.

Le aree con lavorazioni particolari richiedono un tocco ancora più leggero, dato che eventuali segni risulteranno più visibili in base all’angolazione della luce e al tipo di finitura; dopo l’operazione, risciacquare accuratamente per eliminare ogni residuo.

Per le zone dei sanitari che necessitano di maggiore cautela, la pomice in polvere permette di avere una maggior precisione: basta creare una pasta aggiungendo gradualmente dell’acqua, fino a raggiungere una densità cremosa; il composto va distribuito con una spugna soffice e con tocchi leggeri, e risulta efficace contro le macchie di calcare essiccate e quando si desidera un leggero effetto lucidante.

Errori da evitare con la pietra pomice

Alcuni errori nell’utilizzo della pietra pomice per rimuovere il calcare possono ridurre o persino annullare l’efficacia del trattamento, e a volte anche provocare dei danni irreversibili alle superfici. Tra questi, gli errori più gravi sono:

  • procedere in modo aggressivo invece che delicatamente e per gradi;
  • trattare materiali non compatibili;
  • lavorare a secco;
  • saltare il risciacquo finale e l’asciugatura delle superfici al termine del trattamento, compromettendone la lucentezza;
  • applicare subito troppa pressione: meglio cominciare delicatamente e intensificare solo se necessario, anziché rovinare irreparabilmente una superficie per impazienza.
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