Tra marzo e giugno o tra settembre e ottobre si riescono a concludere le compravendite immobiliari migliori
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momento giusto per vendere casa
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La primavera, quando le giornate sono più lunghe e la luce naturale valorizza l’immobile, e l'autunno, quando si ritorna alla routine post vacanze, sono il momento giusto per vendere casa. Il clima più favorevole e il ritorno alla normalità contribuiscono a incentivare le visite: a ridosso dell’estate le famiglie cercano un posto dove traslocare prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, mentre il ritorno alla routine dopo le ferie sollecita la ripresa dei progetti a lungo termine.

Qual è un buon periodo per vendere casa

Il momento giusto per vendere casa è legato ai cicli stagionali e al comportamento degli acquirenti: una forte spinta arriva in primavera e con l’inizio dell’autunno. I periodi migliori per mettere in vendita un immobile sono:

  • tra marzo e giugno: questo viene considerato il periodo d’oro, nel quale le giornate più lunghe e la luce migliore contribuiscono a migliorare l’estetica degli immobili;
  • tra settembre ed ottobre: il mercato si riattiva con vigore dopo la pausa estiva. Al ritorno dalle vacanze gli acquirenti hanno nuovi propositi e una forte motivazione a concludere le trattative entro la fine dell’anno solare.

Quali periodi evitare

Dicembre e gennaio sono storicamente i mesi più lenti nei quali portare a termine le trattative, a causa delle festività e del clima, che spesso e volentieri rendono meno attraenti gli immobili durante le visite.

Una casa soleggiata
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Quanto si può trattare sul prezzo di una casa?

Nella maggior parte dei casi il margine di trattativa di una casa si aggira tra il 5% e il 15%: siamo di fronte, però, a una percentuale non fissa, che dipende molto dallo stato dell’immobile e dalle dinamiche del mercato locale.

I principali parametri da tenere a mente per vendere velocemente la casa sono:

  • margine medio: quando l’immobile è proposto a un prezzo equo di mercato, la riduzione finale generalmente si attesta tra il 5% e l’8%;
  • casa da ristrutturare: quando sull’immobile devono essere effettuati degli interventi pesanti, il margine di trattativa può essere molto più ampio, con degli sconti che possono arrivare al 30% o anche oltre rispetto a una casa che, nella stessa zona, è già stata ristrutturata;
  • contesto geografico: lo sconto medio varia di città in città. A Milano, per esempio, è mediamente più basso, attestandosi su un 4,5%; mentre a Torino o a Napoli è più alto spingendosi fino a un 6-7%.

I fattori che impattano sul potere contrattuale

Quando un immobile è invenduto da molti mesi abbassa il potere contrattuale di chi vende e amplia i margini di manovra di chi acquista. Una casa in una classe energetica bassa o con degli impianti non a norma permette di giustificare delle offerte al ribasso a fronte dei costi futuri che l’acquirente deve sostenere per i necessari adeguamenti. Altri due fattori da tenere a mente sono:

  • l’urgenza del venditore: nel caso in cui il proprietario abbia necessità di liquidità immediata, è più propenso ad accettare uno sconto;
  • l'assenza di vincoli: quando l’acquirente non deve subordinare l’acquisto all’ottenimento di un mutuo ha una posizione di forza maggiore.
La valutazione di un immobile
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Come valutare correttamente la casa prima di venderla

Fattore cruciale per evitare di svendere o non riuscire ad alienare l’immobile perché si chiede una cifra troppo alta è valutare correttamente la casa. Onde evitare di cadere in errore è opportuno muoversi con prudenza e consultare le fonti corrette.

Consultare i valori OMI (Agenzia delle Entrate)

La base sulla quale valutare il prezzo della propria casa è la Banca Dati delle Quotazioni Immobiliari dell’Agenzia delle Entrate.

È possibile consultare i dati direttamente online, inserendo il comune e la zona nella quale è ubicato l’immobile: si riuscirà, in questo modo, a ottenere il valore medio al metro quadrato (minimo e massimo) per la tipologia dell’immobile.

Calcolare la superficie commerciale 

Non è sufficiente avere a portata di mano la superficie calpestabile. Per effettuare i calcoli corretti è necessario sommare:

  • il 100% dei metri quadri dell’abitazione, muri inclusi;
  • le percentuali variabili per le pertinenze, che possono essere, per esempio, 25-50% per i balconi, 10% per le cantine e un 50% circa per il box.

Si devono considerare i coefficienti di merito

Il prezzo a metro quadro che si è ottenuto consultando i dati dell’Agenzia delle Entrate deve essere aggiustato sulla base di alcuni coefficienti di merito, che lo possono far aumentare o diminuire:

  • un piano alto con ascensore vale più di un piano terra;
  • una casa ristrutturata può arrivare a valere fino al 20% in più di una da ristrutturare;
  • migliore è l’efficienza energetica (APE), più alto è il valore dell’immobile.

Utilizzare strumenti online e professionali

Online è possibile utilizzare delle simulazioni gratuite per fare la valutazione di immobili, che offrono delle stime istantanee basate su degli algoritmi di mercato.

In alternativa, è possibile ottenere un valore legale dell’immobile (o semplicemente più preciso) rivolgendosi a un geometra, un architetto o un ingegnere. Richiedere una perizia professionale, però, ha un costo che può variare tra i 300 e i 1.000 euro.

I documenti necessari per la valutazione

Per ottenere una stima precisa e dettaglia del valore dell’immobile è necessario essere in possesso dei seguenti documenti:

  • planimetria catastale aggiornata;
  • atto di provenienza, che può essere il rogito o la successione;
  • attestato di prestazione energetica (APE).
Risparmi in banca
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Conviene comprare casa o tenere i soldi in banca?

A determinare se sia meglio acquistare casa o investire in banca sono gli obiettivi personali, ma è opportuno tenere a mente che il 2026 si prospetta come un anno di svolta per il mercato immobiliare. Dopo un periodo di incertezza, secondo Scenari Immobiliari, il 2026 è considerato un anno boom per il settore, con una crescita stimata del fatturato superiore all’8,4% e con prezzi medi del residenziale a +4,2%, con Milano a +7,3% e Roma a +6,8%.

Fatte queste premesse, è bene ricordare un suggerimento che arriva da molti esperti: non usare tutti i risparmi a disposizione per comprare casa. Anche se si dovessero avere i fondi necessari per concludere l’acquisto, è sempre opportuno continuare ad avere a disposizione la liquidità necessaria per eventuali imprevisti.

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