Il comodato d’uso rappresenta una soluzione sempre più diffusa per concedere l’utilizzo di un immobile senza corrispettivo economico, spesso tra familiari. Questa forma contrattuale comporta implicazioni fiscali che è importante conoscere per sfruttare eventuali benefici. La persona che utilizza l’immobile a titolo gratuito, ossia il comodatario, può usufruire delle detrazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie, a condizione che il contratto di comodato sia stato regolarmente registrato prima dell’inizio dei lavori o del pagamento delle spese. È inoltre indispensabile l’autorizzazione del proprietario e che le spese siano sostenute direttamente dal comodatario.
Quali soggetti possono fruire della detrazione fiscale?
Quando si parla di ristrutturazioni edilizie, diventa centrale il tema delle detrazioni fiscali di cui ci può beneficiare quando si effettuano interventi sulle singole abitazioni, ma anche sulle parti comuni di edifici condominiali. In linea generale, la detrazione spetta a tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato. Possono beneficiare della detrazione:
- proprietari o nudi proprietari;
- usufruttuari;
- titolari di un diritto reale di godimento (uso, abitazione o superficie);
- detentori dell’immobile: locatari o comodatari;
- soci di cooperative divise o indivise;
- imprenditori individuali: limitatamente agli immobili che non rientrano tra i beni strumentali o i beni merce;
- soci di società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari.
Quali sono le detrazioni fiscali per il comodatario nel 2026?
Le agevolazioni fiscali in tema di ristrutturazione edilizia spettano non soltanto ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di un diritto reale di godimento. In questa seconda categoria rientra anche l’usufruttuario, cui spettano le detrazioni fiscali per le spese di ristrutturazione o efficientamento energetico. Anche il comodatario può accedere a diverse agevolazioni fiscali, a patto di rispettare specifici requisiti:
- detrazione per ristrutturazione edilizia: il comodatario può usufruire della detrazione prevista dal bonus ristrutturazioni, a condizione di avere il consenso scritto del proprietario per l’esecuzione dei valori. Fatture e bonifici devono essere intestati al comodatario e inoltre il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato all’avvio dei lavori e nel momento in cui si sostengono le spese;
- ecobonus e risparmio energetico: il comodatario può detrarre le spese per interventi di efficientamento energetico, come sostituzione infissi, isolamento termico, installazione di caldaie ad alta efficienza e impianti fotovoltaici;
- bonus mobili ed elettrodomestici: anche per il 2026 il comodatario può detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un massimo di 5.000 euro, a patto che questa spesa sia collegata a una ristrutturazione.
Detrazione sulla ristrutturazione per il comodatario nel 2026
La detrazione sulla ristrutturazione edilizia spetta anche a chi detiene l’immobile con un titolo valido, ad esempio il comodato registrato, e sostiene direttamente le spese dei lavori. Come spiegato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 8/E del 2025, il comodatario può beneficiare nel 2026 dell’aliquota ordinaria, pari al 36%.
Al pari di quanto previsto per i proprietari, il tetto massimo per la detrazione sulla ristrutturazione edilizia è fissato a 96.000 euro per unità immobiliare ed è previsto il recupero in 10 rate annuali dello stesso importi. Da evidenziare che la residenza non è obbligatoria per usufruire dell’agevolazione, quindi è prevista la detrazione per ristrutturazione anche per il comodatario non residente, a condizione che il contratto di comodato sia regolarmente registrato e che il proprietario acconsenta all’esecuzione dei lavori.
Le agevolazioni fiscali per il comodato d'uso gratuito
Al titolare di un contratto di comodato d’uso gratuito spettano diversi benefici, oltre alle detrazioni legate alla ristrutturazione edilizia. Ci sono, infatti, altre agevolazioni fiscali riconosciute soprattutto in ambito IMU e imposte locali, previste da alcuni Comuni. Una delle agevolazioni principali riguarda la riduzione del 50% della base imponibile IMU per gli immobili concessi in comodato a figli o genitori. È necessario rispettare alcuni requisiti:
- contratto registrato;
- utilizzo come abitazione principale;
- residenza del comodatario nell’immobile;
- possesso limitato di immobili da parte del proprietario.
Quando l’immobile concesso in comodato è utilizzato come abitazione principale dal comodatario e rientra nelle categorie catastali non di lusso, può essere prevista l’esenzione IMU. Quanto alle altre agevolazioni, alcuni Comuni prevedono ulteriori riduzioni su TARI, addizionali comunali e tributi locali, ma è sempre consigliabile verificare le delibere aggiornate.
Che tasse si pagano sul comodato d'uso gratuito?
Quando si parla di comodato d’uso gratuito, a dispetto della gratuità del contratto, si devono considerare alcuni costi fiscali e certe imposte. Se il contratto è scritto e registrato, allora bisogna versare un’imposta di registro pari a 200 euro e serve inoltre una marca da bollo da 16 euro ciascuna ogni 4 pagine.
Se il comodato è verbale, la registrazione non è obbligatoria, ma diventa necessaria per usufruire delle agevolazioni fiscali. L’IMU è carico del proprietario dell’immobile, salvi i casi di riduzione o esenzione previsti dalla normativa attuale, Un’altra tassa da pagare è la TARI, generalmente a carico di chi utilizza l’immobile, quindi del comodatario.
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