La guida alle scadenze fiscali di marzo 2026, scopri il calendario

calendario fiscale
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Come di consueto, con l’avvicinarsi del nuovo mese, arriva il calendario degli appuntamenti con il Fisco, sia che si tratti di adempire ai propri obblighi con versamenti o tramite comunicazioni, a seconda dei casi. Scopriamo, allora, quali sono le principali scadenze fiscali di marzo 2026 e tutto quello che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati sui pagamenti da effettuare per partite Iva, professionisti, aziende e non solo.

Scadenze fiscali del 2 marzo

I soggetti ISA che hanno aderito al Concordato preventivo biennale per il 2024-2025 devono effettuare il versamento della 12° rata dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali nonché dell’imposta regionale sulle attività produttive, per le annualità interessate, per coloro che hanno optato per il pagamento rateale con un massimo di 24 rate mensili di pari importo con l'aggiunta degli interessi calcolati al tasso legale sulle rate successive alla prima.

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La stessa scadenza riguarda anche i soggetti obbligati all’assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel quarto trimestre dell’anno 2025 devono procedere al pagamento in un’unica soluzione dell’imposta utilizzando il modello F24 predisposto dall'Agenzia delle entrate con modalità esclusivamente telematica oppure, per gli enti pubblici, con modello F24-Ep (il termine originario del 28 febbraio cade di sabato, quindi la scadenza slitta al 2 marzo).

Scadenze del 9 marzo

Il 28 febbraio 2026 scadranno i termini per il versamento della rata della rottamazione quater. Tuttavia, considerando i canonici 5 giorni di tolleranza (e dei differimenti previsti nel caso di termini coincidenti con giorni festivi), il termine ultimo slitta a lunedì 9 marzo 2026 (pagando entro questa data non si incorre nella decadenza e non sono dovuti interessi o sanzioni).

Scadenze del 16 marzo

Come spesso accade, la metà del mese è il periodo in cui si concentra il maggior numero di scadenze fiscali. I sostituti d’imposta che hanno scelto (o intendono scegliere) la nuova modalità semplificata di presentazione del Modello 770 (introdotto dal D.lgs. n. 1/2024 “decreto Adempimenti”), tramite l’invio dei “dati aggiuntivi” con il Mod. F24/770, devono provvedere all’invio del prospetto dei dati aggiuntivi e contestualmente al versamento delle ritenute/trattenute operate nel mese precedente.

Scatta anche il versamento all’Inps dei contributi previdenziali sui compensi per i collaboratori corrisposti nel mese precedente. Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate, il contributo è per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del collaboratore. L'obbligo di versamento compete tuttavia al committente anche per la quota a carico del lavoratore, che viene pertanto trattenuta all'atto della corresponsione del compenso.

Anche i datori di lavoro agricoli e non agricoli (compresi ex INPDAP, ex ENPALS, ex INPGI) devono versare all'Inps i contributi previdenziali a favore della generalità dei lavoratori dipendenti, relativi alle retribuzioni maturate nel mese precedente (tramite il Modello di pagamento unificato F24).

Entro il giorno 15 di ciascun mese, i soggetti passivi Iva sono tenuti a emettere e registrare le fatture differite relative alle cessioni di beni consegnati o spediti nel mese solare precedente, purché le operazioni risultino da documento di trasporto (DDT) o da altro documento idoneo a identificare i soggetti tra i quali l’operazione è stata effettuata. La medesima scadenza riguarda anche le fatture riferite alle prestazioni di servizi rese nel mese solare precedente, a condizione che le stesse siano individuabili attraverso idonea documentazione.

I contribuenti Iva mensili devono versare l’imposta dovuta per il mese di febbraio (per quelli che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità si tratta, invece, dell’imposta relativa al secondo mese precedente), utilizzando il modello F24 con modalità telematiche e il codice tributo: 6002 - Versamento Iva mensile febbraio.

Il 16 marzo scadono anche i termini per il versamento del saldo Iva relativa al periodo d'imposta 2025 risultante dalla dichiarazione annuale, in unica soluzione oppure, nel caso in cui il contribuente scelga il pagamento rateale, come 1° rata senza interessi (a partire dalla seconda rata si dovrà corrispondere un interesse pari allo 0,33% mensile e il numero delle rate deve essere al massimo pari a 10, cioè la rateizzazione deve, in ogni caso, concludersi entro il mese di dicembre 2026, infatti l’ultima rata non può essere versata oltre il 16 dicembre.

Scadenze del 31 marzo

L’ultimo giorno del mese va trasmessa telematicamente la dichiarazione IVA IOSS per le vendite a distanza di beni importati (in spedizioni di valore intrinseco non superiore a € 150) del mese precedente, da parte dei soggetti iscritti al (nuovo) Sportello unico per le importazioni (IOSS), indicando per ogni Stato membro di consumo l’imponibile, l’aliquota e l’imposta dovuta per le cessioni di beni ivi effettuate.

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