I dati Enea e le novità che potrebbero essere inserite nel prossimo decreto fiscale
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Superbonus
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Al 31 gennaio 2026 l’onere a carico dello Stato per il superbonus, che è giunto a fine corsa lo scorso 31 dicembre, è di 130 miliardi di euro. A renderlo noto i dati pubblicati come ogni mese dall’Enea. Secondo quanto emerso, gli edifici ristrutturati sono 502.919, il totale degli investimenti ammonta a 126,1 miliardi, il totale degli investimenti ammessi a detrazione è pari a 124,2 miliardi e il totale degli investimenti per lavori conclusi ammessi a detrazione è di 120,7 miliardi.

I dati Enea sul superbonus tengono conto del numero di asseverazioni caricate sul sito dedicato; del valore assoluto degli investimenti ammessi alla detrazione; dei valori assoluti e percentuali dei lavori già completati. Sono inoltre specificati i dati per i lavori relativi a condomini, edifici unifamiliari e unità immobiliari indipendenti.

Dati Enea superbonus 31 gennaio 2026
Enea

Ma cosa dicono i dati relativi al mese di gennaio 2026? In base a quanto emerso, per gli interventi in condominio il valore medio dell’investimento risulta pari a 612.931,90 euro, per efficientare gli edifici unifamiliari il valore medio dell’investimento è invece pari a 117.194,70 euro, per i lavori sulle unità immobiliari funzionalmente indipendenti il valore medio dell’investimento è pari a 98.247,08 euro. 

A livello nazionale il totale degli investimenti compreso le somme non ammesse a detrazione è stato di circa 126 miliardi di euro, il totale degli investimenti ammessi a detrazione è stato di circa 124 miliardi di euro per un costo di circa 130 miliardi. Nello specifico, le detrazioni maturate per i lavori conclusi al 31 gennaio 2026 ammontano a 130.001.364.033,39 euro. 

Gli investimenti per interventi di efficientamento energetico agevolati con il superbonus hanno interessato 502.919 edifici. La percentuale di lavori realizzati è pari al 97,1%

Il totale degli investimenti che hanno interessato i condomini è stato di 85,7 miliardi di euro, quelli che hanno interessato gli edifici unifamiliari sono stati di 28,7 miliardi di euro e quelli che hanno interessato le unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono stati di 11,5 miliardi di euro.

Superbonus, la novità dello scudo salva condomini

Il nuovo decreto fiscale potrebbe contenere una norma salva condomini. Tale norma avrebbe l’obiettivo di tutelare i cittadini che, usufruendo del superbonus e agendo in buona fede, hanno però commesso delle irregolarità. Ne ha parlato il quotidiano economico Il Sole 24 Ore. Si tratterebbe di “un’imposta sostitutiva per chiudere le proprie pendenze con il fisco ed evitare contestazioni da parte delle Entrate, restituendo di fatto una quota di quanto incassato tramite cessione del credito o sconto in fattura”.

Nello specifico, in caso ad esempio di lavori non completati, i cittadini non rischierebbero di dover restituire l’importo del credito di imposta più le sanzioni e gli interessi, ma potrebbero versare un’imposta sostitutiva parametrata al beneficio incassato irregolarmente, chiudendo in questo modo le pendenze con il fisco ed evitando un rischioso contenzioso. 

Sempre secondo quanto spiegato dal quotidiano economico, potrebbe però arrivare anche un’altra norma per i general contractor, che prevederebbe il riversamento delle agevolazioni indebitamente percepite, senza interessi e sanzioni. L’Agenzia delle Entrate sta infatti analizzando gli importi percepiti dalle imprese capofila dei lavori con il superbonus contestando le agevolazioni incassate sulla differenza tra quanto pagato dal committente e quanto fatturato dai diversi subappaltatori. Per evitare contenziosi, che – come precisato dal Sole 24 Ore – potrebbero coinvolgere anche diverse partecipate pubbliche, si sta pensando di inserire nel decreto “una norma che sani queste situazioni attraverso il riversamento delle agevolazioni indebitamente percepite, senza sanzioni e interessi”.

Come spiegato dal quotidiano economico, su questo fronte però ci sono aspetti da affinare. Questo perché le imprese “hanno fatto da capofila degli appalti per facilitare l’utilizzo del superbonus e fare da interfaccia unica alle banche, usando uno schema che consideravano legittimo”.

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