La realizzazione di un nuovo servizio richiede obbligatoriamente una Cila o una Scia firmata da un tecnico abilitato, che garantisca il rispetto dei regolamenti edilizi locali, come il lato minimo di 1,20 metri. Esistono diverse soluzioni strategiche su come ricavare un secondo bagno in casa: si può frazionare un ambiente esistente, sfruttare un ripostiglio o inserirlo in camera, preferibilmente vicino agli scarichi in modo da riuscire a contenere il più possibile i costi.
Quanto costa realizzare un secondo bagno in casa
La realizzazione di un secondo bagno in casa ha un costo che può oscillare tra i 2.300 e gli 8.000 euro, anche se, in alcuni casi, si può arrivare a spendere fino a 10.000 euro, quando vengono scelte delle finiture di pregio o vengono effettuati degli interventi strutturali particolarmente complessi. I fattori che determinano il costo sono:
- le dimensioni: la realizzazione di un bagno piccolo (della superficie di circa 2 m2) ha generalmente un costo che oscilla tra i 2.300 ed i 4.000 euro. Quando la superficie supera i 7 m2 si arriva a spendere non meno di 6.000 euro;
- la realizzazione di nuovi impianti: creare nuovi scarichi e allacci idraulici incide sensibilmente sul costo della ristrutturazione. Maggiore è la distanza dalla colonna di scarico, maggiori saranno i costi di manodopera e materiali necessari per assicurare la funzionalità dell'impianto;
- materiali e finiture: il costo dei rivestimenti, mediamente, variano tra i 20 e i 40 euro al m2 per smalti semplici, che possono arrivare a 150 euro al m2 per resine o grandi formati in gres;
- pratiche edilizie: sia la Cila che la Scia devono essere asseverate da un tecnico iscritto all'albo. Il budget deve quindi includere sia le spese professionali che i diritti di istruttoria e segreteria previsti dal regolamento edilizio comunale vigente.
Quali agevolazioni fiscali sono previste nel 2026
La realizzazione di un secondo bagno in casa rientra nella manutenzione straordinaria e permette di accedere alle agevolazioni previste dal bonus ristrutturazioni, che sono articolate in questo modo:
- per la prima casa è prevista una detrazione al 50%;
- per la seconda casa e gli altri immobili la detrazione è al 36%;
- il rimborso - su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare - avviene in 10 rate annuali tramite una detrazione Irpef.
Quali permessi sono necessari per creare un secondo bagno?
La realizzazione di un secondo bagno, comportando la modifica della distribuzione interna e l'adeguamento degli impianti, si configura come un intervento di manutenzione straordinaria. Tale operazione richiede la presentazione dei necessari titoli abilitativi presso i competenti uffici comunali, al fine di garantire la conformità edilizia e urbanistica.
- la Cila (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) può essere richiesta quando l’intervento non modifica le strutture portanti;
- la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è, invece, necessaria nel momento in cui i lavori vengono effettuati su delle parti strutturali dell'edificio (come può essere, per esempio, l’apertura di una porta su un muro portante) o che ne modifichino la sagoma.
Rispetto delle normative igienico-sanitarie
Il nuovo bagno deve rispettare le norme previste dal Regolamento Edilizio Comunale e dal Decreto Ministeriale Sanità del 5 luglio 1975:
- nel caso in cui non dovesse avere delle finestre, è obbligatorio installare un sistema di ventilazione meccanica forzata;
- quando comunica direttamente con la cucina o la zona giorno è (p almeno quasi sempre) obbligatorio un antibagno o due porte di separazione.
Adempimenti finali
Una volta che i lavori sono stati terminati è obbligatorio presentare la variazione catastale (DOCFA) presso l’Agenzia delle Entrate, in modo da aggiornare la planimetria dell’immobile.
Il tecnico dovrà depositare anche la Segnalazione Certificata di Agibilità se l'intervento ha modificato le condizioni di sicurezza, igiene o risparmio energetico.
Qual è la dimensione minima di un secondo bagno?
La normativa italiana non prevede una metratura minima universale per il secondo bagno. Sono stati, però, stabiliti alcuni parametri chiave da rispettare, delineati dai vari Regolamenti Edilizi Comunali.
I requisiti più importanti per orientarsi sono i seguenti:
- superficie indicativa: nella maggior parte dei casi i Comuni accettano dei bagni di servizio con una superficie minima intorno ai 2 m2. Se il bagno è completo - comprendendo anche la doccia - per essere funzionale deve avere una dimensione attorno ai 2,4-4 m2;
- altezza minima: il soffitto deve essere alto almeno 2,40 metri, leggermente più basso rispetto a quanto richiesto per le altre stanze principali (2,70 metri);
- a differenza del primo bagno - nel quale devono essere installati il Wc, il bidet, il lavabo e la vasca (o la doccia) -, nel secondo è possibile omettere il bidet o utilizzare dei sanitari integrati per risparmiare spazio.
Le dimensioni minime dei componenti
Quando si progetta un bagno è necessario considerare questi ingombri medi:
- WC e bidet: circa 40x60 centimetri ciascuno, con una distanza minima tra loro di 20 centimetri;
- lavabo: profondità minima 40-50 centimetri;
- doccia: piatto minimo standard 70 x 70 centimetri.
Come posizionare il secondo bagno: distanza e pendenza
Quando si progetta un secondo bagno, il limite principale non è lo spazio, ma la fisica dello scarico. La distanza ideale tra il wc e la colonna di scarico dovrebbe mantenersi entro 1-2 metri. Sebbene la norma tecnica UNI EN 12056-2:2001 consenta un massimo di 4 metri, superare questa soglia senza accorgimenti specifici espone al rischio di malfunzionamenti e cattivi odori. Per garantire un deflusso perfetto, è fondamentale rispettare tre pilastri tecnici:
- la pendenza costante: per muoversi correttamente per gravità, le tubazioni devono avere una pendenza minima del 2% (ovvero 2 cm di dislivello per ogni metro lineare);
- il diametro dei tubi: lo scarico del wc richiede tubature da 10 centimetri. Questo ingombro, unito alla pendenza necessaria, richiede un sottofondo (massetto) molto profondo; se lo spessore del pavimento non è sufficiente, si rischia di dover creare un gradino antiestetico all'ingresso del bagno;
- l’aerazione: su distanze elevate, la pressione dell'aria può causare lo svuotamento dei sifoni. In questi casi, è indispensabile installare una valvola di aerazione per bilanciare i flussi.
Cosa fare se il bagno è troppo lontano?
Se la distanza supera i limiti tecnici o non si ha abbastanza spessore del pavimento per la pendenza, esistono soluzioni efficaci per evitare lavori strutturali invasivi:
- sistemi di triturazione: questi dispositivi sminuzzano i rifiuti e permettono di pompare lo scarico verso la colonna principale utilizzando tubi di diametro molto ridotto (anche solo 32 mm), che possono passare facilmente dietro le pareti o sotto i pavimenti esistenti;
- sanitari sospesi con cassetta a muro: possono aiutare a guadagnare qualche centimetro prezioso per gestire la pendenza iniziale.
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